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Grandinetti: “Chi ha paura di AMA Calabria? E perché?”

Foto esterna Teatro Grandinetti con piccola immagine Francesco grandinetti

Dopo l’interrogazione di Annita Vitale, Francesco Grandinetti torna sulla gestione del Teatro Grandinetti e chiede trasparenza sulle procedure adottate e non esclude il ricorso alla Procura in assenza di risposte.

“L’interrogazione presentata dalla consigliera comunale Annita Vitale e le domande poste da decine e decine di associazioni culturali riguardano un fatto molto concreto. Riassumo: AMA Calabria ha concluso la gestione del Teatro Grandinetti il 7 maggio scorso. Da quella data fino alle prime settimane di giugno, il Teatro è tornato nella piena disponibilità del Comune di Lamezia Terme, al fine di procedere a un bando, come previsto dalla legge.

La domanda è allora semplice: in quel periodo, chi ha incassato le somme richieste alle associazioni di danza, alle compagnie e alle altre realtà culturali che hanno utilizzato il Teatro? Chi ha emesso le fatture? E, soprattutto, a quale titolo? Da quanto ci risulta, tali somme sarebbero state fatturate da AMA Calabria. Se ciò fosse confermato, è necessario sapere perché: con quale atto, con quale autorizzazione e in base a quale rapporto con il Comune, visto che la gestione era formalmente terminata. E non servono giustificazioni costruite a posteriori. La domanda è una sola: chi ha autorizzato che quelle somme venissero incassate da AMA Calabria?

Non è una domanda polemica, anche se avrei ben donde per porla con maggiore durezza. È una domanda di trasparenza, posta nell’interesse delle associazioni — spesso piccole e con risorse economiche limitate — che pagano per poter offrire alla città saggi di danza, spettacoli, musica, iniziative rivolte ai bambini e attività culturali di ogni genere.

A queste domande si aggiunge il tema delle reiterate proroghe e concessioni che, negli anni, hanno riguardato AMA Calabria. Anche su questo punto l’Amministrazione comunale deve fornire risposte chiare, complete e verificabili: non formule generiche, non ricostruzioni parziali, non risposte che rischiano di confondere invece di chiarire.

Il sindaco Mario Murone, in Consiglio comunale, ha rassicurato affermando che si starebbe preparando un bando triennale aperto a tutti. Ma questa, francamente, non è ancora una rassicurazione: è la conferma che il problema esiste. Mi sono recato dal sindaco più volte, ben prima della scadenza del contratto, per rappresentargli la situazione che si sarebbe inevitabilmente determinata se non si fossero stabilite regole precise per il nuovo affidamento del Teatro. In quelle occasioni ho anche segnalato ulteriori anomalie, sempre riguardanti il Teatro e AMA Calabria, che coinvolgevano la mia famiglia e che chiedevo fossero rettificate, evitando così di dover ricorrere al Tribunale e di esporre eventualmente il Comune a richieste di risarcimento. Ma, fino a oggi, non è arrivata alcuna risposta concreta.

Dopo lustri di gestione affidata alla stessa realtà, un nuovo bando non può limitarsi a dichiararsi “aperto a tutti” se poi, nelle prequalifiche o nei requisiti di partecipazione, venissero inserite condizioni che, di fatto, favoriscano chi ha già gestito il Teatro. Per esempio, richiedere di aver amministrato un teatro pubblico negli ultimi anni o di aver curato una stagione teatrale recente potrebbe restringere il campo anziché allargarlo.

La vera rassicurazione sarebbe un’altra: riportare realmente il Teatro Grandinetti nella disponibilità e nella responsabilità del Comune; affidare, con procedure trasparenti, la gestione tecnica a soggetti distinti dalle organizzazioni culturali; e programmare le attività insieme alle associazioni culturali di Lamezia Terme e del territorio.

Il Teatro deve essere una casa comune della cultura, non un luogo percepito come riservato a pochi. Le associazioni lametine devono poter proporre e realizzare le proprie attività in condizioni chiare, eque e accessibili, senza essere costrette a subire decisioni non spiegate. Per questo l’interrogazione della consigliera Annita Vitale è coraggiosa e necessaria. Le sue domande meritano risposte pubbliche e documentate.

Personalmente, se tali risposte non dovessero arrivare, o se risultassero ancora una volta insufficienti, mi riservo di rivolgermi alla Procura della Repubblica affinché possa valutare se vi siano elementi meritevoli di approfondimento. Non per animosità verso qualcuno, ma perché sui beni pubblici, sulle procedure pubbliche e sul denaro delle associazioni non può esserci spazio per silenzi od omissioni.

Il Teatro Grandinetti ha per me un significato profondo, personale e familiare. Proprio per questo non posso accettare che la sua gestione possa apparire, agli occhi dei cittadini, condizionata da equilibri di potere o affidata con modalità che non restituiscono l’idea di un luogo realmente pubblico.

Lamezia Terme, dopo le importanti somme spese per acquistare il Teatro Grandinetti — e non certamente da me — merita uno spazio culturale aperto, trasparente e davvero al servizio della città. Ah, dimenticavo: io non ho paura, anzi si, ma ho il coraggio di affrontarla”.

 

Fonte Francesco Grandinetti, LAMETIA E NON SOLO 

 

 

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