“L’On. Domenico Furgiuele ha affermato che Futuro Nazionale è ormai parte integrante del governo di Lamezia Terme e che la nostra città può diventare un “laboratorio per alleanze future”- si apre così una nota stampa di Francesco Grandinetti Lametia e non solo e già presidente del Pd Lamezia.
“È una dichiarazione- prosegue Grandinetti- che non può essere liquidata come una semplice questione interna ai partiti. Se Lamezia deve diventare il luogo nel quale sperimentare una nuova alleanza tra il centrodestra tradizionale e la destra vannacciana, i cittadini hanno il diritto di sapere quale progetto politico si stia costruendo.
Due fotografie della segreteria politica di Furgiuele raccontano visivamente questo passaggio. Il balcone e il nome sono gli stessi. Cambia l’insegna: ieri “Lega Salvini Premier”, oggi “Futuro Nazionale – Vannacci”. Sopra entrambe rimane l’immagine di san Francesco di Paola con la parola “CHARITAS”.
Viene spontaneo domandarsi: san Francesco dovrebbe proteggere la Lega di Salvini oppure Futuro Nazionale di Vannacci?
Ma a parte la battuta, la fede appartiene alla coscienza delle persone e non dovrebbe diventare scenografia della propaganda. Abbiamo visto Salvini mostrare e baciare il rosario durante i comizi; oggi vediamo san Francesco sovrastare la sede politica di Furgiuele.
Ma queste esternazioni, ridondanti e inopportune, risolvono forse il problema delle liste d’attesa nel nostro ospedale? La “remigrazione” crea lavoro per i giovani lametini? Invocare “Dio, patria e famiglia” aiuta le persone a uscire dalle crisi economiche ed esistenziali? Chiamare una platea “camerati”, raccogliendo gli applausi dei nostalgici di un tempo, risolve i piccoli e grandi problemi di Lamezia e della Calabria? E parlare di “rastrellare Rogoredo”, come ha fatto Vannacci, non dovrebbe indurci a prestare maggiore attenzione al peso delle parole?
Ecco il punto che dovremmo chiederci, Lamezia condivide queste idee o, quanto meno, le tollera in nome di una pax interna alla maggioranza? La questione non è più soltanto nazionale. All’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Mario Murone è stato costituito il gruppo di Futuro Nazionale, al quale hanno aderito i consiglieri Massimo Cristiano e Carmine Villella e l’assessora Donatella Amicarelli.
Pertanto, non stiamo discutendo di una forza politica esterna al governo cittadino. Futuro Nazionale partecipa direttamente all’Amministrazione di Lamezia e ambisce a trasformare la nostra città nell’apripista di nuove alleanze politiche. È esattamente questo il punto sul quale il sindaco e le altre componenti della maggioranza dovrebbero fare chiarezza. Condividono il linguaggio, i simboli e le posizioni di Futuro Nazionale?
Non si tratta di negare a Vannacci, Furgiuele o ai loro sostenitori il diritto di partecipare alla vita politica. Quel diritto è garantito dalla democrazia che tutti dobbiamo difendere. Ma proprio la democrazia impone chiarezza: governare insieme non significa soltanto votare gli stessi provvedimenti, ma assumersi anche una responsabilità politica comune e condividere un modello di convivenza da proporre alla città.
Con gli altri partiti del centrodestra posso essere profondamente in disaccordo sulle scelte economiche, sociali e amministrative, ma questo rientra nel normale confronto democratico. Ciò che mi preoccupa nella destra vannacciana è un linguaggio che parla soprattutto alla paura e alla rabbia, indicando continuamente qualcuno come nemico o come diverso. Sarebbe sbagliato affermare che in Italia la storia si stia ripetendo esattamente come nel passato. Sarebbe però altrettanto irresponsabile dimenticare che le derive autoritarie iniziano spesso goccia a goccia.
Voglio essere chiaro anche sull’immigrazione da una posizione di centro sinistra. Accogliere non significa giustificare chi delinque. Chi viene nel nostro Paese, commette reati gravi e non rispetta le nostre leggi deve essere perseguito e, nei casi previsti, rimpatriato. Chi sceglie di vivere in Italia ha il dovere di comportarsi onestamente e di rispettare le regole della convivenza civile. La vera linea di divisione, però, non passa tra italiani e stranieri, ma tra persone perbene e delinquenti. Umanità e fermezza possono e devono convivere.
Lamezia ha bisogno di lavoro, sanità, servizi, attenzione per l’aeroporto, sostegno alle attività economiche e opportunità capaci di trattenere i giovani. Non può essere utilizzata come terreno di prova per costruire un centrodestra sempre più spostato verso parole, simboli e posizioni della destra radicale.
Nessuno può impedire la nascita di nuove alleanze. Ma Lamezia- conclude la nota- non deve esserne l’apripista nel silenzio generale. Per questo rivolgo una domanda al sindaco Murone e alle componenti moderate della sua maggioranza: è questa l’identità politica che intendono assumere e rappresentare davanti alla città? San Francesco di Paola continua a osservare dall’alto le insegne che cambiano. Accanto al suo volto rimane una parola, “CHARITAS”.
Non chiedo a Furgiuele di nascondere san Francesco. Chiedo alla politica di non nascondersi dietro san Francesco”.
Fonte Francesco Grandinetti, Già presidente del PD di Lamezia Terme e portavoce dell’area “Lamezia e non solo”




