“Leggo la nota diffusa dall’ATI con capofila AMA Calabria e rilanciata da Nico Morelli, che avrebbe dovuto rappresentare — come scritto — una ricostruzione “per onore di verità” rispetto alle mie dichiarazioni sulla vicenda legata alla possibilità che il premio Oscar Francis Ford Coppola girasse alcune scene del suo film all’interno del Teatro Grandinetti. Devo dire che, paradossalmente, proprio quella nota conferma esattamente ciò che avevo evidenziato. Lo stesso Francesco Mollo, professionista serio e stimato, nella sua ricostruzione scrive testualmente: “È vero che vi è stata una iniziale — ma ragionevole — preoccupazione…” da parte dei gestori.
Ed è proprio questo il punto. Io continuo a ritenere che un teatro pubblico, davanti alla possibilità di ospitare un gigante della storia del cinema mondiale come Francis Ford Coppola, non avrebbe dovuto mostrare preoccupazione ma vivere quel momento come un’occasione straordinaria, con entusiasmo e orgoglio per la città. Un teatro comunale non è un luogo privato da difendere da un “disturbo”, ma un patrimonio collettivo che dovrebbe esaltarsi quando diventa scenario di cultura internazionale. Ciò che però mi lascia maggiormente perplesso è altro: questa evidente necessità di cercare una “sponda” per giustificare una posizione, coinvolgendo il bravo location manager che, immagino, da Berlino non abbia improvvisamente e spontaneamente deciso di intervenire sulle polemiche nate a Lamezia.
La domanda è semplice: perché la stessa solerzia utilizzata per chiarire questo episodio non viene impiegata per rispondere alle questioni ben più rilevanti che ho posto pubblicamente? Chi ha incassato le somme relative all’utilizzo del Teatro Grandinetti dopo il 7 maggio e fino alla nuova proroga? Le migliaia di euro versate per affitti e utilizzo della struttura dove sono finite? Sono state incassate dall’ATI? Da AMA Calabria? Da altri soggetti? E soprattutto in base a quale titolo giuridico? Perché alcune scuole di danza e realtà culturali avrebbero pagato direttamente un’associazione e non il Comune, proprietario del teatro?
Distrarre l’opinione pubblica con fatti marginali rispetto a emissioni di fatture, pagamenti ricevuti per fitto teatro o acquisto di abbonamenti è ben altra cosa rispetto al fare davvero chiarezza. Attendo quindi, con la stessa rapidità dimostrata in questa occasione, una risposta puntuale. Questa volta sì, per fare davvero chiarezza fino in fondo”.
Francesco Grandinetti




