“Alla luce delle continue dichiarazioni di amministratori e sindaci che si sono succedute anche oggi, prendendo atto di una convocazione attesa che ancora tarda ad arrivare, mi corre l’obbligo di specificare che anche la città di Maida, come tutti gli altri comuni del comprensorio, non è mai stata coinvolta nella scelta del progetto di sgombero del campo rom di Scordovillo. Per essere chiaro: nessuna comunicazione ufficiale, nessuna comunicazione o contatto informale, nessuna richiesta di alcun tipo”. E’ quanto dichiara, attraverso un post social, il sindaco di Maida, Salvatore Paone che aggiunge: “Parliamo di fatto di un progetto, condotto dall’Aterp (edilizia territoriale pubblica), dalla Regione Calabria, dal comune capofila dell’ambito sociale e da altri enti, che in varie interviste giornalistiche e proclami continuano a parlare dei comuni del comprensorio come di un territorio al servizio di una decisione già presa, come la soluzione per risolvere il problema. Rispetto a questo modo irrispettoso di condurre la vicenda si troverà la mia e credo di poter dire la massima contrarietà di tutti i colleghi sindaci interessati. A mio avviso si sta gestendo malissimo questa storia, proprio perché chi ha pensato di programmare senza prima sentire le esigenze e le problematiche territoriali, ha dimostrato finora carenza di sensibilità istituzionale e profonda mancanza di rispetto delle comunità che vivono nei comuni del comprensorio lametino, oltre a mancanza di rispetto delle stesse persone rom coinvolte. Peccato. Un errore di una gravità enorme dal punto di vista politico, amministrativo e sociale e che a questo punto non mancheremo di sottolineare e contrastare ad ogni livello”.
A parere di Paone “Non si possono considerare i sindaci a giochi fatti. Proprio i sindaci che in ogni singola loro azione, ogni giorno e in qualsiasi situazione fanno del rispetto istituzionale e del confronto con gli altri enti la loro ragione principale di azione. Un modo di operare da parte di Aterp, Regione Calabria, dal Comune capofila dell’ambito sociale e degli altri enti coinvolti francamente inaccettabile che contrasterò e contrasteremo con tutte le forze, sul piano politico e, se sarà necessario, con tutte le forme civili di protesta. Un errore rispetto al quale spero chi di dovere si adopererà subito per porre rimedio, con parole di chiarezza e convocando immediatamente i sindaci dei comuni di tutto il comprensorio lametino coinvolti nella vicenda. Sarebbe stato di assoluto buon senso, prima di iniziare a parlare della problematica, dare voce ai territori e ai loro rappresentanti”.
“Per esempio – sottolinea il sindaco di Maida – si sarebbe scoperto che in ogni singola comunità ci sono diverse famiglie residenti che aspettano da anni un alloggio di residenza pubblica. O ancora si sarebbe scoperto che la gran parte degli alloggi Aterp versa in una situazione di degrado manutentivo da terzo mondo. Mi auguro a questo punto che nei prossimi giorni i sindaci verranno convocati per dare la possibilità di spiegare l’impossibilità che quanto si sta programmando possa realizzarsi nelle realtà dei fatti”- conclude Salvatore Paone.




