Cento persone hanno avviato il proprio percorso verso nuove soluzioni abitative, tra regolarizzazioni e nuove assegnazioni, oltre Scordovillo. È uno dei dati più significativi emersi nel corso dell’incontro formativo promosso il 20 luglio a Palazzo Nicotera dal progetto Intrecci – Abitiamo il Lametino, dedicato ai temi dell’accesso ai diritti, della salute e del contrasto all’antiziganismo, nell’ambito più ampio programma di attività di Intrecci dedicate alla formazione degli operatori e al rafforzamento delle competenze dei servizi territoriali, destinato a assistenti sociali, operatori del Terzo Settore e professionisti dei servizi pubblici.
Un risultato concreto che rappresenta l’avvio di una fase importante del percorso di superamento del campo rom, ma che costituisce soltanto uno degli obiettivi di un progetto molto più ampio, destinato a proseguire per i prossimi 36 mesi.
Nel corso dell’incontro, la direttrice del progetto Marina Galati ha ricordato come il lavoro di Intrecci non passi dall’assegnazione degli alloggi. Il progetto nasce infatti per accompagnare le persone lungo un percorso di autonomia e inclusione sociale, costruito attraverso interventi che riguardano la casa, ma anche la scuola, il lavoro, la salute, l’accesso ai servizi e la partecipazione alla vita della comunità.
Galati ha inoltre richiamato l’attenzione sulle condizioni in cui hanno vissuto per anni centinaia di cittadini a Scordovillo, sottolineando come le strutture presenti nell’insediamento non possano essere considerate abitazioni dignitose. “Non possiamo chiamarle case”, ha evidenziato, ribadendo che il superamento del campo rappresenta prima di tutto un intervento di tutela della dignità delle persone e dei loro diritti fondamentali.
Il percorso avviato in questi mesi è stato preceduto da un lungo lavoro di ascolto e conoscenza delle famiglie residenti nell’insediamento. Attraverso incontri individuali sono stati costruiti progetti personalizzati che hanno consentito di individuare i bisogni specifici di ciascun nucleo familiare, così da orientare il successivo inserimento abitativo in relazione alla composizione delle famiglie, alla presenza di minori, persone anziane, disabilità e alle esigenze di accesso ai servizi.
L’individuazione e l’assegnazione degli alloggi sono di competenza di ATERP Calabria, mentre il progetto Intrecci accompagna le famiglie prima, durante e dopo il trasferimento, sostenendo i percorsi di inclusione sociale e di autonomia.
La bonifica dell’area di Scordovillo e la chiusura dell’insediamento sono, invece, al centro di un imponente piano di riqualificazione. L’intervento unisce fondi del PNRR, del Programma Regionale Calabria FESR FSE+ e risorse per il superamento delle discariche abusive gestite dal Commissario Straordinario.
Come ricordato dall’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lamezia Terme Mimmo Gianturco, il Comune partecipa attivamente al progetto attraverso il lavoro degli assistenti sociali, dei servizi comunali e della Polizia Locale, contribuendo all’accompagnamento delle famiglie e al monitoraggio dell’intero processo affinché il cambiamento avvenga in condizioni di serenità, sicurezza e responsabilità condivisa.
Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre ribadito come il progetto poggi su un solido impianto istituzionale che coinvolge Governo, Prefettura di Catanzaro, Regione Calabria, ATERP Calabria, Comune di Lamezia Terme e una rete di enti del Terzo Settore riuniti nell’ATS Intrecci – Abitiamo il Lametino. Una governance integrata che affronta non soltanto il tema dell’abitare, ma anche quelli della sanità, dell’istruzione, del lavoro e dell’accesso ai servizi, nella consapevolezza che la casa rappresenta soltanto uno dei tasselli di un più ampio processo di inclusione.
In questo senso, l’intervento di Cosimo Cuomo, dirigente del Dipartimento Salute e Welfare della Regione Calabria, ha evidenziato la rilevanza nazionale ed europea dell’iniziativa, nata per affrontare condizioni di esclusione sociale divenute strutturali nel tempo. Un progetto che punta a sperimentare un modello innovativo di intervento, capace di mettere in relazione politiche abitative, sanitarie, educative e sociali, costruendo risposte integrate ai bisogni delle persone e delle comunità.
A rafforzare questa visione è stato anche l’intervento di Sonia Bruzzese, presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria, che ha richiamato il valore dei temi al centro del percorso formativo accreditato dall’Ordine degli Assistenti Sociali – determinanti sociali della salute, accesso ai diritti e contrasto all’antiziganismo – come elementi che interrogano direttamente la responsabilità delle istituzioni nel garantire giustizia sociale. Bruzzese ha ricordato che la salute non coincide con la sola assenza di malattia, ma è strettamente legata al benessere delle persone e alle condizioni in cui vivono. Per questo anche le politiche pubbliche sono chiamate a guardare oltre l’erogazione dei servizi, riconoscendo che istruzione, cultura, relazioni sociali e accesso ai diritti rappresentano fattori determinanti per la salute e la qualità della vita.
Richiamando i principi dell’articolo 3 della Costituzione, la presidente dell’Ordine ha inoltre sottolineato il ruolo dell’assistente sociale quale professionista chiamato a costruire connessioni tra persone, istituzioni e territori, contribuendo a ricomporre le fratture sociali e a creare le condizioni affinché i diritti possano essere concretamente esercitati.
Il superamento di Scordovillo rappresenta una sfida che riguarda tutti. Per questo Intrecci continuerà a promuovere momenti di informazione, confronto e sensibilizzazione, raccontando con trasparenza l’evoluzione del progetto e il lavoro quotidiano che accompagna una delle più importanti azioni di inclusione sociale avviate negli ultimi anni in Calabria.
Il progetto “Inclusione e Integrazione dei cittadini di origine rom in località Scordovillo del Comune di Lamezia Terme” è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria – PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027.
(Fonte: Maria Francesca Gentile)




