La gestione dell’emergenza idrica a Lamezia Terme ha raggiunto oggi un nuovo, sconcertante livello di criticità, trasformandosi da una crisi sanitaria mal gestita a un inaccettabile e pericoloso scaricabarile comunicativo tra il gestore Sorical S.p.A. e l’Amministrazione Comunale.
Il risultato è un’ulteriore, grave erosione della fiducia pubblica e un aumento esponenziale dell’incertezza e del rischio per la salute dei cittadini.
Nel primo pomeriggio di oggi, 8 maggio 2026, Sorical ha diffuso una nota stampa annunciando il ripristino della potabilità dell’acqua basandosi su analisi vecchie interne di quattro giorni e chiedendo la revoca dell’ordinanza di divieto. Poche ore dopo, il Comune ha smentito, confermando che il divieto resta in vigore fino al parere ufficiale dell’ASP, unico organo preposto a certificare la sicurezza delle acque destinate al consumo umano.
Questa sequenza di comunicazioni opposte evidenzia una frattura gestionale e procedurale gravissima, le cui conseguenze ricadono interamente sulla popolazione.
L’annuncio irresponsabile di Sorical appare avventato e finalizzato più a un tentativo di rapida auto-assoluzione che a un reale servizio di informazione. Diffondere una notizia di “rientrata emergenza” prima del via libera ufficiale dell’ASP è un atto che genera falsa sicurezza e confusione, esponendo potenzialmente i cittadini a rischi sanitari qualora, fidandosi del gestore, avessero ripreso a utilizzare l’acqua.
La decisione odierna del Sindaco di attendere l’ASP è proceduralmente corretta. Tuttavia, questa tardiva prudenza non cancella la grave inerzia iniziale, ovvero il ritardo di cinque giorni con cui la stessa ordinanza è stata emanata, lasciando i cittadini senza tutele formali per quasi una settimana.
Il caos comunicativo di oggi è figlio di una crisi mal gestita fin dal suo esordio.
Il risultato di questo conflitto istituzionale è una cittadinanza disorientata, lasciata sola a decidere a chi credere: al gestore che fornisce il servizio o al Sindaco che ha il dovere di proteggerne la salute?
Questo stato di cose è intollerabile. La mancanza di coordinamento e di un protocollo di comunicazione unificato tra gli enti responsabili di un servizio pubblico primario è la dimostrazione di una preoccupante sottovalutazione del problema.
Alla luce di quanto accaduto, si rinnovano con ancora più forza le domande già poste e rimaste senza risposta, e se ne aggiungono di nuove e urgenti:
a) Si esige che d’ora in avanti ogni comunicazione relativa alla potabilità dell’acqua sia rilasciata esclusivamente dopo l’avallo formale dell’ASP e attraverso un canale unificato e autorevole gestito dal Comune, per porre fine a questo dannoso “teatro dell’assurdo”.
b) Si chiede la pubblicazione immediata e integrale di tutti i referti analitici, sia quelli interni di Sorical sia quelli che saranno forniti dall’ASP, per garantire la massima trasparenza.
c) Quali provvedimenti formali intende adottare il Sindaco nei confronti di Sorical, non solo per il disservizio idrico ma anche per la grave e fuorviante comunicazione odierna che ha minato l’autorità dei provvedimenti comunali?
d) Si ribadisce la richiesta di attivarsi per garantire agli utenti un rimborso o uno storno automatico in bolletta per l’intero periodo di non potabilità, quale minimo e dovuto ristoro per i danni e i disagi subiti.
La salute pubblica non può essere ostaggio di conflitti di competenza o di strategie di comunicazione aziendale. I cittadini di Lamezia Terme meritano rispetto, chiarezza e, soprattutto, la certezza che le istituzioni operino in modo coordinato ed efficiente per la loro tutela. Gennarino Masi Consigliere comunale PD
fonte Gennarino Masi Consigliere comunale PD



