“Denuncio con la massima fermezza la gestione disastrosa e tardiva dell’emergenza idrica che ha colpito la città, evidenziando le gravi inadempienze del gestore Sorical S.p.A. e, soprattutto, l’inaccettabile inerzia del Sindaco, culminata in un’ordinanza (ord. n.27 del 06 Maggio 2026) di divieto emanata con cinque giorni di colpevole ritardo- dichiara il Consigliere Comunale PD Gennarino Masi.
“Dal 1° maggio 2026- prosegue Masi- , centinaia di famiglie residenti in diverse zone del territorio comunale hanno riscontrato, con grave sconcerto e allarme, l’erogazione dai propri rubinetti di acqua descritta come “putrida” e “torbida”, un’acqua palesemente e oggettivamente non idonea al consumo umano, né per uso alimentare, né per uso igienico-sanitario. Una crisi sanitaria grave, concreta, vissuta sulla propria pelle da centinaia di cittadini. Una crisi che ha ricevuto, per cinque lunghi giorni, un unico, inaccettabile trattamento da parte delle istituzioni: il silenzio. Il gestore del servizio idrico integrato, Sorical S.p.A., in risposta all’evento, ha dimostrato una totale inadeguatezza, gestendo questa emergenza in modo gravemente inadeguato sotto ogni profilo. Sul piano tecnico: dal 1° maggio, nonostante le operazioni di bonifica comunicate il 3 maggio la situazione è rimasta irrisolta per giorni, con l’acqua ancora non potabile al 6 maggio. Il gestore per giorni ha fornito alla cittadinanza comunicazioni “vaghe, frammentarie e prive di qualsiasi certezza scientifica”, limitandosi a formulare ipotesi sulla causa della contaminazione.
Tutto ciò configura gravi violazioni degli obblighi di legge previsti dal D. Lgs. 152/2006, che impone al gestore di assicurare la qualità dell’acqua erogata, di intervenire tempestivamente in caso di non conformità e di garantire ai cittadini, che pagano regolarmente le bollette, piena informazione e trasparenza. La responsabilità istituzionale più grave, tuttavia, è quella del Sindaco. Il Sindaco è, per legge, la massima autorità sanitaria locale. Ha il potere e il dovere di adottare ordinanze contingibili e urgenti ogni qualvolta si manifesti un rischio concreto per la salute della collettività, ai sensi dell’art. 50 del D.Lgs. 267/2000. Questo potere-dovere non è subordinato ai tempi della burocrazia tra enti, né può essere esercitato soltanto dopo aver ricevuto una nota protocollata dal gestore: deve scattare al primo segnale di un rischio reale e percepibile.
L’Ordinanza n. 27 è stata emanata solo nella tarda serata del 6 maggio, dopo le ore 20: cinque giorni dopo l’inizio dell’emergenza. Un atto doveroso, sì, ma drammaticamente tardivo. Non si tratta di un provvedimento preventivo adottato per proteggere i cittadini: si tratta della ratifica formale di uno stato di fatto che la popolazione subiva da quasi una settimana.
Questo comportamento integra una palese violazione:
- del principio di precauzione, che impone di agire al primo segnale di rischio sanitario, senza attendere la certezza del danno;
- del principio di buon andamento dell’azione amministrativa (art. 97 Cost.);
- degli obblighi di vigilanza che il Comune è tenuto ad esercitare sull’operato del gestore del servizio idrico. Configura, altresì, una chiara culpa in vigilando: l’Amministrazione era a conoscenza della crisi fin dal suo esordio e non ha mosso un dito per cinque giorni.
I CITTADINI MERITANO RISPOSTE. ORA.
Pertanto, a nome dei cittadini che rappresento, chiedo al Sindaco risposte chiare e non più differibili alle seguenti domande:
1. Per quale motivo l’Amministrazione Comunale, e Lei in prima persona, ha mantenuto il silenzio per giorni di fronte a un’emergenza di questa portata?
2. Qual è la causa certa e definitiva della contaminazione?
3. Quali sostanze sono state riscontrate nelle analisi e quali sono i risultati completi che chiedo siano resi immediatamente pubblici?
4. Quali azioni di vigilanza e contestazione formale sono state intraprese nei confronti del gestore Sorical S.p.A. per il grave disservizio?
5. Quando intende emanare l’ordinanza necessaria a fare chiarezza e a stabilire un cronoprogramma certo e definitivo per il ripristino della piena potabilità dell’acqua?
6. Quali iniziative intende promuovere l’Amministrazione per garantire agli utenti un rimborso o uno storno automatico in bolletta per l’intero periodo di non potabilità, come risarcimento per il danno e il disagio subiti?
La gestione di questa crisi- conclude Masi- ha evidenziato una preoccupante somma di mancanze: mancanza di trasparenza, inerzia amministrativa e un’apparente sottovalutazione di un’emergenza che tocca il bene più prezioso, la salute pubblica. Chiedo un’immediata inversione di rotta. Chiedo responsabilità, chiarezza e, soprattutto, rispetto per la salute e la dignità dei cittadini di Lamezia Terme”.
Fonte Gennarino Masi Consigliere comunale PD




