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Contrasto alle povertà, le riflessioni di Cesare Perri sul nuovo Buono Servizio regionale

Servono pacemaker di nuova generazione appello di Cesare Perri-2

“Poiché, il mio ruolo ‘sociale’ è ora comprensibilmente irrilevante, pongo all’attenzione di chi ha maggiori ‘presenze’ e ruoli istituzionali, alcune considerazioni sul “Buono Servizio per il contrasto alla povertà attraverso l’accesso ai servizi e alle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale” del Programma Regionale Calabria FSE+ 2021-2027, che mobilita risorse complessive pari a 9,5 milioni di euro nel biennio”- così dichiara in una nota stampa il lametino Cesare Perri già Direttore del Dipartimento di salute mentale e con diversi incarichi all’attivo presso l’Assessorato regionale alla salute.

“La vera novità – secondo l’assessore Straface – sta nella centralità restituita alla persona: non sarà più l’assistente sociale a indirizzare d’ufficio il cittadino, ma sarà l’utente stesso a scegliere la struttura dove ricevere le cure”- prosegue la nota. “Questo meccanismo valorizza il sistema accreditato regionale e spinge le strutture ad entrare in una virtuosa competizione, elevando gli standard e offrendo servizi di sempre maggiore qualità. Saranno gli Ambiti Territoriali a pagare i gestori accreditati”.

Una scelta che sembrerebbe privilegiare le strutture assistenziali private anziché l’ASSISTENZA DOMICILIARE pluridisciplinare (anche h 24); inoltre bisognerebbe garantire con ‘accompagnatori’ l’accesso alle prestazioni specialistiche (ambulatoriali e ospedaliere) di quelle numerose persone che, in stato abbandonico o per povertà, non sono in grado di ottenerle o di ‘raggiungerle’.  Ciò nella valutazione delle figure professionali competenti (medicina di base e specialistica, servizi psico-sociali, ecc.).

 

Fonte Cesare Perri , già Direttore del Dipartimento di salute mentale e con passati incarichi presso l’Assessorato regionale alla salute.

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