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Anche un 34enne lametino autore della rivolta nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto

Barcellona Pozzo di Gotto---carcere

Notte di violenza, tra sabato e domenica scorsi, al carcere “Madia” di Barcellona Pozzo di Gotto, dove una rivolta improvvisa ha trasformato un reparto detentivo in un campo di battaglia. Secondo quanto si è appreso tre detenuti hanno messo in atto un assalto organizzato contro agenti e infermieri.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto è iniziato quando uno dei detenuti è stato accompagnato in infermeria. Gli altri tre — Roberto Scrivo, 44 anni, reggino; Angelo Raffaele Cavallaro, 34 anni, di Lamezia Terme; e Giordano Mendolia, 25 anni, barcellonese — hanno approfittato del momento per forzare il cancello della cella e riversarsi nel corridoio. Lì hanno aggredito due agenti di polizia penitenziaria, colpendoli con violenza al volto e alla testa. Nel caos sono stati presi di mira anche due infermieri, raggiunti da calci e pugni. Il corridoio trasformato in una zona di guerra. Quando gli agenti sono riusciti a isolare l’area, la situazione è ulteriormente degenerata. I tre detenuti hanno sottratto caschi, scudi e manganelli dal box del personale, distrutto le telecamere di sorveglianza e iniziato a devastare tutto ciò che trovavano: computer, arredi, attrezzature.

Hanno poi incendiato una sedia, saturando il corridoio di fumo, e successivamente allagato l’intera area utilizzando un estintore e un idrante. L’ultimo atto della rivolta è stato il tentativo di sfondare la porta dell’ambulatorio, dove uno degli infermieri si era barricato per sfuggire all’aggressione. La rivolta è stata sedata solo dopo ore di interventi da parte della polizia penitenziaria, che ha riportato la situazione sotto controllo e arrestato i tre responsabili.

Gli agenti aggrediti hanno riportato traumi cranici e cervicali, contusioni alle spalle e alle mani: prognosi di cinque giorni. Ferite lievi anche per i due infermieri coinvolti.

Scrivo, Cavallaro e Mendolia sono stati portati davanti al giudice Giuseppe Caristia, che ha convalidato gli arresti. Per il più giovane dei tre, il 25enne barcellonese, è stata applicata anche la misura cautelare. Le accuse sono pesanti: rivolta, lesioni aggravate e danneggiamento.

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