Un pomeriggio denso di emozioni e riflessioni, quello di oggi 30 aprile, in cui si è svolto l’incontro tra alcuni studenti del Liceo Galilei e Mario Vitale, eccellenza lametina e regista ormai affermato nel panorama nazionale. L’evento, organizzato dal Prof. Emanuele Cartella nell’ambito delle attività di orientamento universitario e valorizzazione dei talenti, si è aperto con la proiezione del film “L’afide e la formica”, un’opera che ha fatto da ponte tra il regista e il giovane uditorio.
Proprio partendo dalle immagini della pellicola, Vitale ha instaurato un dialogo sincero con i ragazzi, spiegando come le sue radici abbiano giocato un ruolo cruciale nella narrazione. Il regista ha confessato di aver pensato a ogni singolo scorcio e luogo della città di Lamezia per collocare le scene del film, trasformando il territorio non solo in una scenografia, ma nello stesso protagonista del racconto. Per Vitale si è trattato di un vero e proprio ritorno a casa, non solo geografico ma anche sentimentale. Da ex studente del Liceo Galilei, ha ricordato con affetto come gli anni trascorsi tra quei banchi abbiano inciso profondamente sulla sua formazione intellettuale e umana. Dopo il diploma, il suo percorso lo ha portato all’Università “La Sapienza” di Roma, dove ha approfondito gli studi in Letteratura, Musica e Spettacolo, costruendo quelle basi accademiche che lo avrebbero poi condotto dietro la macchina da presa.
Incalzato dalle numerose domande degli studenti, curiosi di conoscere i segreti del mestiere, il regista ha svelato le sue passioni cinematografiche. Se il suo genere preferito resta quello di formazione, capace di raccontare l’evoluzione dell’animo umano, i suoi punti di riferimento stilistici guardano ai grandi maestri come Stanley Kubrick e Sydney Pollack. Non è mancato un tuffo nella memoria televisiva, citando l’universo di Twin Peaks come il serial che più ha segnato la sua generazione e il suo immaginario visivo.
Oggi, dopo diversi film di successo come “I Cacciatori del Cielo”, “Donne di Calabria- Adele Cambria”, e il suo ultimo film, “Vita di un uomo. Giuseppe Ungaretti”, Vitale non dimentica le difficoltà degli inizi. Il momento più significativo dell’incontro è stato il suo invito finale rivolto ai ragazzi: un’esortazione a credere nei propri sogni con tenacia. Ha raccontato con umiltà di quando, alla fine del Liceo, in molti cercavano di scoraggiarlo sostenendo che il cinema non fosse la strada giusta o sicura. La sua presenza oggi al Galilei, da regista affermato, è la prova vivente che la determinazione, unita al talento e allo studio, può trasformare una passione nata negli anni della scuola in una splendida realtà professionale.
Fonte Miriam Rocca




