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Ospedale Giovanni Paolo II, Falvo (PD): “Urologia senza degenze, carenze di personale e tecnologie inutilizzate”

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“Nel commiato di fine mandato il commissario Asp Cz ha dimenticato di dire cos’altro ci lascia” – si apre così una nota Elvira Falvo Coordinatrice commissione PD circolo lametino.                                “Un disavanzo- prosegue la nota- di oltre 90 milioni, di cui la gran parte dovute alle coperture della mobilità intraregionale ed in particolare all’AOU Dulbecco, che, invece, in tal modo risana i suoi bilanci.

A ben guardare, tale mobilità poteva essere arginata se si fosse provveduto nei tempi giusti e con il personale sanitario adeguato. Ma su questo fronte nulla è stato fatto.

Infatti, nell‘Ospedale Giovanni Paolo II la mancanza di personale infermieristico si annovera in molti reparti.  In emodialisi ne mancano almeno sette, così nelle sale operatorie la carenza di personale infermieristico non consente il pieno utilizzo delle stesse con gli evidenti mancati vantaggi per i cittadini. Per le unità operative è stata già rappresentata la mancata realizzazione dei dieci posti letto di neurologia (non certo per mancanza di spazi alloggiativi).Che dire dell’unità operativa di Anatomia Patologica oggi ridotta alla presenza di un solo medico effettivo che non puo’ più soddisfare le esigenze del territorio e si ricorre al privato per tamponare.

Non si è detto ancora, invece, della grave situazione della Urologia. La mancanza di medici ha costretto alla chiusura delle degenze da luglio in poi. Le urgenze, infatti, vanno dirottate a Catanzaro e quindi al Pugliese, unico presidio di riferimento nonostante ci si chiami AOU “Dulbecco”, in altre parole, l’università non concorre alla soluzione delle urgenze. L’attività dell’Unità Operativa di Urologia si limita per forza di cose alle sole prestazioni ambulatoriali, l’esiguo numero di personale medico non consente l’utilizzo dei 20 posti letto di degenza, un tempo sempre al completo.

I tempi biblici di Azienda Zero non sono riusciti a reclutare personale. Solo un medico in quiescenza ha risposto al bando e non è abilitato a fare reperibilità notturne, quindi non risolve il problema. È in corso una sorta di “mobbing” per il personale medico mortificato per non poter esercitare a pieno il proprio compito né per la degenza né per la sala operatoria,. Il parco di tecnologie avanzatissime resta inutilizzato (questi sì che sono sprechi!). Il reparto che fino a poco tempo fa era stato punto di riferimento per tutti i calabresi, in virtù della dotazione di tali eccellenti strumentazioni e del personale medico altamente professionale che sapeva ben utilizzarle, oggi è in uno stato di fermo.

L’area centrale della Calabria ha perso negli ultimi tempi l’utilizzo di circa 30 posti letto di urologia. Allarmante! Chi vuole la rottamazione dell’Ospedale Giovanni Paolo II?”- conclude Falvo.

 

Fonte Elvira Falvo  Coordinatrice commissione PD circolo lametino              

                   

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