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Ospedale di Lamezia, il PD denuncia: “Carenza di infermieri e criticità per il CUP”

Lamezia ospedale drone

Ascoltare le segnalazioni dei cittadini e portare all’attenzione pubblica le criticità dei servizi: è l’obiettivo del progetto “Il PD ascolta” che, con una nuova nota stampa, interviene sulla situazione dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. Nel documento vengono segnalate carenze di personale, problemi agli ascensori e diverse perplessità sulla nuova collocazione del CUP.

“Il PD ascolta è il progetto del circolo di Lamezia Terme che cerca di evidenziare le varie criticità segnalate dai cittadini in molteplici ambiti.

Oggi non possiamo non evidenziare la situazione dell’Ospedale Giovanni Paolo II dove, a fronte di una graduatoria per mobilità di infermieri professionali (bando conclusosi in marzo c.a. per 329 unità) impantanatasi senza definizione, continuano a mancare gli infermieri, almeno 7 infermieri per l’unità operativa di Dialisi.

Non possiamo non evidenziare il mancato ripristino funzionale degli ascensori per il pubblico fermi da diversi mesi nonostante le ripetute sollecitazioni. Eppure ci si appresta ad un prossimo taglio di nastro, magari in pompa magna, per la nuova allocazione del CUP, prevista per il 14 di questo mese . A ben guardare la nuova postazione dal punto di vista architettonico prende spunto dalle colombaie per i piccioni ospiti fissi della zona. Se poi la si guarda dal punto di vista della razionalizzazione degli spazi, della funzionalità ed attenzione rivolta in particolare per gli utenti ci si rende conto che c’è poco da gloriarsi. Gli utenti, dopo la prenotazione, per raggiungere il totem per pagamento ticket, gli ambulatori di prelievi e visita sono costretti a fare un percorso all’aperto aggirando il perimetro dell’edificio senza un camminamento in sicurezza, protetto dal sole e dalle intemperie.

All’interno sono presenti solo due toilette una per gli operatori, senza differenza di genere, ed una per i disabili. Costoro sono anch’essi costretti a servirsi per raggiungere il piano terra, dell’unico ascensore che porta direttamente nei reparti chirurgici con la eventualità che potrebbero risultare occupati qualora dovessero servire per i degenti e magari d’urgenza. Gli operatori vengono relegati in un ambiente con le caratteristiche di un sottoscala, forse non del tutto conforme ai regolamenti, più ristretto rispetto al precedente, meno arioso e luminoso, con illuminazione e ricambio d’aria fornito da una piccola fessura vasistas che immette in un pozzo luce di piccole dimensioni. Una postazione dignitosa per gli operatori induce una forma di rispetto da parte dell’utenza ed a questo l’azienda non ha proprio pensato.

Non sappiamo poi se la scala interna creata per collegare al piano terra abbia le dimensioni minime richieste dalle normative edilizie e di sicurezza. Ci piacerebbe altresì conoscere se i vigili del fuoco abbiano autorizzato l’apertura di questo nuovo padiglione. A fronte di tutto ciò siamo certi che l’inaugurando padiglione è sicuro per operatori ed utenti?

Per riparare ad una serie di distrazioni, come l’istallazione di una cassaforte, si è proceduto d’urgenza con ulteriore dispendio di risorse, al fine di tagliare il nastro nei tempi utili all’azienda ed ai suoi vertici per concludere il raggiungimento degli obiettivi assegnati.

Una riflessione comunque va fatta e cioè che l’azienda sanitaria e azienda zero perseguono la stessa metodologia di decisione presa d’imperio senza mai ascoltare gli operatori sanitari. Decisioni prese estemporaneamente senza una programmazione organica della razionalizzazione ed efficientamento degli spazi per il miglior utilizzo degli stessi per operatori ed utenti. Eppure spazi questo nosocomio ne possiede. Infatti, altra allocazione si sarebbe potuta trovare.  Probabilmente con minore impiego di risorse economiche”.

 

Fonte Elvira Falvo, Coordinatrice commissione sanità PD Lamezia Terme

 

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