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Lamezia, dal consiglio comunale via libera all’aumento delle tariffe TARI 2026

Foto Consiglio comunale

Il Consiglio comunale di Lamezia Terme si è espresso favorevolmente sulla determinazione delle tariffe TARI 2026 e sulla definizione delle scadenze per i pagamenti. Sul punto all’ordine del giorno è intervenuto il sindaco Mario Murone che ha detto: “C’è un aumento delle tariffe Tari, rispetto al 2025, di 1 milione 260 mila euro, che non è derivato da una scelta discrezionale dell’amministrazione”. Gli aumenti, pari al 17 per cento per le utenze non domestiche e al 6,2 per cento per le utenze domestiche, sarebbero dovuti alle richieste di costi maggiori di Multiservizi e Arrical.

La proposta di delibera sulla determinazione delle tariffe TARI 2026, emendata per correggere un errore dell’atto amministrativo, ha ottenuto il via libera dell’Aula: 15 voti favorevoli e 8 contrari. Da registrare il voto contrario nella maggioranza di Giancarlo Nicotera (Udc). “Il mio – ha sostenuto Nicotera – è un no convinto a favore dell’economia, delle famiglie e delle aziende. Il 17% in più è una mannaia”. Il versamento TARI sarà effettuato in tre rate: la 1° rata e la rata unica entro il 30 settembre 2026; la 2° rata entro il 31 ottobre 2026; la 3° rata entro il 30 novembre 2026. Il gettito è pari a 13.135.463,21 euro. Sul punto all’ordine del giorno il consigliere Gennarino Masi (PD) ha presentato un emendamento insieme ad altri consiglieri di centrosinistra (Serratore, Vitale, Lidia Vescio) che non ha passato l’esame dell’Aula (7 favorevoli, 15 contrari, 1 astenuto). Tra i favorevoli, oltre ai voti della minoranza, quello di Giancarlo Nicotera per la minoranza.

“Oggi – ha detto Masi – non stiamo discutendo un atto tecnico qualsiasi, ma una misura che incide sulla sfera economica delle famiglie”.  “L’emendamento è improcedibile e inammissibile” ha ribattuto la dirigente Nadia Aiello. “Ci riserveremo di dare i dovuti accertamenti” ha replicato Gennarino Masi. “Chiediamo chiarezza – ha evidenziato Masi – sugli squilibri sociali che derivano dalla misura. Per questo il nostro voto è contrario“. “I consiglieri comunali – ha puntualizzato Giancarlo Nicotera (Udc) – sono costretti a votare in pochissimo tempo questioni rilevanti. Così non va bene. Il ruolo dei consiglieri comunali viene svilito”. Secondo Bernadette Serratore “non si lavora mai in prevenzione, ma sempre in cura; è questo il problema dell’amministrazione”.  “Nessuno – ha incalzato Serratore – sta progettando il futuro di questa città”.

Sono intervenuti al dibattito anche Manuel Raso, in qualità di presidente della seconda commissione “Servizi economici e finanziari”, Marialucia Raso, Salvatore Vescio, Carolina Caruso, Lidia Vescio.  “Vogliamo luoghi e spazi di confronto” ha reclamato Annita Vitale, riferendosi ad un atteggiamento, a suo modo di vedere, di chiusura della maggioranza. “Non siamo qui per governare, ma esistono dei livelli di collaborazione. Quando si arriva a votare contrari tutte le pratiche – ha spiegato Doris Lo Moro (Misto) – c’è un segnale di allarme. La mia amministrazione si è contraddistinta per i servizi erogati ai cittadini. Ci state costringendo a votare contro, anche gli altri hanno una dignità”. Doris Lo Moro ha acceso nuovamente i riflettori sul debito idrico di cui si è discusso nel precedente Consiglio comunale. “L’altra volta – ha proseguito Lo Moro – il sindaco si è dimostrato poco corretto con me. Ho acquisito degli atti. Fino al 1999 non c’era alcun debito. Il debito attenzionato non si riferisce alla mia amministrazione”. “Oggi siamo vittime di qualcosa che è stato generato dal 1981 al 2004” ha replicato Massimo Cristiano (FN)”. Alla fine, su sollecitazione del consigliere Fabrizio Muraca, il sindaco ha riferito sulle recenti nomine in Sacal, la società che gestisce gli aeroporti calabresi. “Il presidente Occhiuto – ha evidenziato il sindaco – ha inteso dare rappresentanza al Comune di Lamezia. La scelta è caduta su un imprenditore di evidente rilievo nazionale: Angelo Ferraro”.

 

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