News

Consiglio comunale Lamezia, sì al rendiconto 2025 e al piano di riequilibrio pluriennale

Foto 1

Voto favorevole del Consiglio comunale di Lamezia Terme all’approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2025. È  opportuno precisare che il rendiconto della gestione è il documento contabile consuntivo che illustra i risultati finanziari, economici e patrimoniali conseguiti da un ente, in questo caso il Comune di Lamezia Terme, in un determinato esercizio, nel caso specifico riferito al 2025. E si è registrato il sì dell’Aula anche per il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. In entrambi i casi sono stati quindici i voti favorevoli, tutti della maggioranza, e nove i contrari (Branca, Masi, Muraca, Nicotera, Marialucia Raso, Lidia Vescio, Vitale, Serratore, Lo Moro), appartenenti all’opposizione tranne Giancarlo Nicotera della maggioranza.  Per quanto concerne il piano di riequilibrio recita così l’art. 243 bis TUEL: “I comuni e le province per i quali, anche in considerazione delle pronunce delle competenti sezioni regionali della Corte dei conti sui bilanci degli enti, sussistano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario, nel caso in cui le misure di cui agli articoli 193 e 194 non siano sufficienti a superare le condizioni di squilibrio rilevate, possono ricorrere, con deliberazione consiliare alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal presente articolo”.

Il dibattito sul rendiconto 2025 e sul piano di riequilibrio pluriennale

“Il rendiconto dell’esercizio finanziario 2025 – ha esordito l’assessore al Bilancio Maria Nardo – presenta dei dati contabili che richiedono un’analisi per macroaggregati. L’ente ha un disavanzo di 16 milioni che non riesce a coprire nelle modalità ordinarie. Di conseguenza l’ente, non potendo trovare ulteriori risorse per coprire il disavanzo, è stato costretto a ricorrere al piano di riequilibrio. Inoltre sul rendiconto è stato acquisito il parere positivo del Collegio dei revisori”. Il disavanzo complessivo ammonta a circa 50 milioni di euro. Sul piano di riequilibrio, inoltre, l’assessore Nardo ha precisato: “Bisogna rispettare non solo ciò che dice la Corte dei conti, ma anche un principio costituzionale”.

“L’ente è strutturalmente deficitario – ha spiegato il consigliere Gennarino Masi (Pd) – ma negli atti non esiste una risposta unitaria al riguardo. Non si può approvare un documento che si contraddice su punti essenziali. Se la Corte dei Conte non accetta il piano di riequilibrio, che deve essere presentato entro novanta giorni, si apre la strada del dissesto”.

“Oggi – ha sottolineato Doris Lo Moro – ribadisco quanto detto tempo fa: il sindaco si dovrebbe dimettere. Il ruolo della responsabilità compete al sindaco della città. E il primo compito del sindaco era quello, non appena eletto, di chiarire la situazione finanziaria del Comune. L’inerzia si traduce in un’azione di fallimento politico. Non sono stati rispettati gli impegni assunti”.

Si schiera apertamente a sostegno del lavoro dell’amministrazione comunale Carolina Caruso (FI): “Il nostro – ha detto – è un sindaco coraggioso che intende applicare le norme esistenti e Maria Teresa Nardo è il migliore assessore al Bilancio che Lamezia abbia mai avuto. Mascaro ha governato bene, ma la strada perseguibile oggi è quella del riequilibrio”.

“I numeri – ha asserito Massimo Cristiano (FN) – sono in questo momento impietosi. Questa amministrazione comunale si trova oggi con le spalle al muro. Non adeguarsi, lo dice la Corte dei Conti, significa andare verso il dissesto”. E ha annunciato rivolgendosi all’assessore Nardo: “L’onorevole Furgiuele è pronto a presentare un emendamento nella prossima manovra di bilancio per fare un “salva Lamezia” in modo da scongiurare il dissesto. Dobbiamo riorganizzare la macchina amministrativa”.

Da Antonio Lorena (FdI) arriva una puntualizzazione: “Dobbiamo dire alla città che questo disavanzo nasce da molto lontano”. Il consigliere di Fratelli d’Italia facendo riferimento al disavanzo di circa 50 milioni di euro ha detto: “Il riequilibrio – ha spiegato – è la scelta più prudente. Non cancella i sacrifici che sono stati fatti fino ad oggi; si tratta di spalmare il debito nel corso degli anni. Oggi votiamo favorevolmente senza consegnare un assegno in bianco all’amministrazione comunale”. “Spalmare il debito negli anni – ha precisato Salvatore Vescio – è la strada migliore”.

“Il nostro voto – ha detto Marialucia Raso (Gianpaolo Bevilacqua Sindaco del Popolo) – è nell’interesse della città di Lamezia Terme. Il Consiglio comunale è chiamato ad esprimersi e valutare se la strada del riequilibrio sia la migliore possibile. Era, quindi, necessario dimostrare che ogni altra soluzione, diversa dal piano di riequilibrio, sarebbe stata improduttiva. Il nostro voto è perciò contrario; la nostra critica riguarda il metodo adottato”. “Siamo chiamati ad un momento di grande responsabilità, magari impopolare, ma necessario” ha spiegato Michele Rosato (NM). “Un emendamento “salva Lamezia” – ha affermato Lidia Vescio (Pd) riferendosi alle parole di Massimo Cristiano – significa sfiduciare l’assessore”. E rivolgendosi alla maggioranza la consigliera del Pd ha detto: “Continuare a scaricare le responsabilità verso il passato non va bene, prendete atto che vi siete candidati a governare una città. Fatelo”.

Critico l’intervento di Giancarlo Nicotera: “Il sindaco ha atteso ben sei mesi per nominare un nuovo assessore al Bilancio dopo le dimissioni di Giulia Bifano. Non sono d’accordo con un consuntivo che è assolutamente fuori da ogni logica. E ritengo che ingessare un Comune non porti bene ai cittadini e a chi percorre questa strada”.

“Il sindaco ci spieghi – ha puntualizzato Fabrizio Muraca (Pd) – in cosa consiste questa interlocuzione con la Corte dei Conti. In questa fase vediamo poca chiarezza e tanta confusione, imbarazzi e contraddizioni”.

“Una situazione finanziaria ereditata negli anni” ha spiegato Isa Muraca (NM). L’accesso dibattito non è andato giù ad Annita Vitale che ha puntualizzato: “La città ha bisogno di una classe dirigente seria. Abbiamo l’obbligo etico di comportarci come si deve”.

Ha concluso gli interventi il sindaco Mario Murone che, rispondendo agli interventi fatti in precedenza dai consiglieri ha detto: “Per risanare quello che è stato lasciato dal centrosinistra ci sarebbe voluto un miracolo”. E ha aggiunto: “Il provvedimento che stiamo votando non poteva essere adottato prima di oggi”. A chi accusa l’amministrazione di immobilismo ha detto: “Abbiamo adottato diversi provvedimenti per correggere la situazione economica finanziaria del Comune e fatto tante altre cose. Sbagliato accusarci di inerzia. Abbiamo capito che la strada che ci rimaneva è questa: prestare ossequio a tre provvedimenti diversi della Corte dei Conti che altri non hanno adottato”. Ma ha anche aggiunto: “Il debito idrico che ha gravato su questo Comune è risalente nel tempo. Dal 1981 al 2004. Oggi la Corte dei Conti ci dice di portarlo in bilancio”.

Modifica ed approvazione del regolamento TARI

Alla ripresa dei lavori, dopo due ore di sospensione, richiesti per rivedere la proposta di deliberazione avente ad oggetto “l’adesione alla definizione agevolata di cui all’articolo 1, commi da 82 a 101, legge 30 dicembre 2025, così come integrata con articolo 10- quinquies”, il sindaco Murone ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno e la trattazione del punto 4 inerente la “modifica ed approvazione del regolamento TARI”. L’obiettivo è quello di andare incontro alle persone fragili mediante l’esenzione dal pagamento tributo. “Questi temi – ha asserito Giancarlo Nicotera – sono patrimonio di tutti. Non si possono decidere a maggioranza o minoranza, esigono l’unanimità. Bisogna portarli avanti insieme per stabilire eventuali soglie e percentuali di esenzione. Non si possono fare a colpi di machete solo da una parte della maggioranza anziché recepire le sensibilità di tutti i componenti dell’Assise. Per tali ragioni esco dall’Aula”. “Lo dico io che si possono fare a colpi di machete. A volte ci dite che non siamo tempestivi nelle decisioni, ora vi ponete diversamente” ha replicato il sindaco. “Condivido l’analisi di Nicotera” ha detto Annita Vitale. “La modifica di un regolamento che tocca argomenti così importanti, toccando le fasce deboli, non può essere trattata così. Visto che la scadenza non è imminente – ha precisato a nome dell’opposizione la consigliera di Azione – chiediamo un rinvio”. Di diverso avviso il sindaco. “Questo è un provvedimento di importanza fondamentale” ha detto il primo cittadino. Alla fine il rinvio richiesto da Annita Vitale viene bocciato dall’Assise, come anche la richiesta di sospensione dell’opposizione per approfondire la tematica, e la modifica del regolamento TARI ottiene a maggioranza, sia su un emendamento presentato dal sindaco che sul voto finale, il via libera del Consiglio. Sulla prima casa rimane l’esenzione del 100% per le famiglie che presentano soggetti con una disabilità riconosciuta dalla 104, mentre scende al 50% per il reddito Isee compreso tra 9530 e 18.000 euro. “Nessuna famiglia – ha conluso l’assessore Mimmo Gianturco – sarà lasciata indietro. È una misura di giustizia sociale”

Correlati

Condividi su:

Facebook
WhatsApp
Email
Threads