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Nuova governance SACAL, l’UGL: “Serve una stagione nuova per lavoratori e aeroporti calabresi”

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L’avvicendamento alla guida di SACAL segna, per UGL Trasporto Aereo Calabria, la conclusione di una stagione gestionale che il sindacato giudica profondamente negativa sul piano delle relazioni industriali, dell’organizzazione del lavoro e della valorizzazione delle risorse umane. La scelta della Regione Calabria di ripristinare il Consiglio di Amministrazione rappresenta una decisione che la nostra Organizzazione Sindacale aveva richiesto da tempo e costituisce, a nostro avviso, il primo passo verso una gestione più equilibrata, partecipata e rispettosa del confronto con le parti sociali.

«Riponiamo piena fiducia nel Presidente Roberto Occhiuto, nell’Assessore Giovanni Calabrese e nella nuova governance affinché venga definitivamente archiviato un modello gestionale che, secondo la nostra valutazione, ha progressivamente deteriorato le relazioni industriali e mortificato il ruolo del confronto sindacale», dichiara Luciano Amodeo, Segretario Regionale UGL Trasporto Aereo Calabria.

La fiducia dell’UGL nasce anche dal confronto istituzionale che ha portato, lo scorso 20 luglio, alla revoca dello sciopero proclamato dalla nostra Organizzazione Sindacale, dopo le rassicurazioni ricevute dall’Assessore Giovanni Calabrese circa l’imminente cambio di governance e la volontà della Regione di affrontare le criticità denunciate dal sindacato. Abbiamo compiuto un gesto di responsabilità nei confronti dei lavoratori, dell’utenza e della Calabria. Pochi giorni dopo, tuttavia, la governance uscente ha concluso il proprio mandato adottando altri due provvedimenti di licenziamento.

«Marco Franchini lascia SACAL firmando due licenziamenti negli ultimi giorni del proprio mandato. È un fatto. Così come è un fatto che tali lavoratori, insieme ad un terzo dipendente licenziato nei mesi precedenti e successivamente reintegrato in primo grado dall’Autorità Giudiziaria, siano iscritti alla nostra Organizzazione Sindacale. Non spetta al sindacato attribuire intenzioni o formulare giudizi che competono alle sedi competenti; riteniamo tuttavia doveroso evidenziare una circostanza che si inserisce in un contesto di forte conflittualità tra la governance uscente e l’unica organizzazione sindacale che ha esercitato una critica costante e documentata sul modello gestionale adottato.»

Secondo UGL Trasporto Aereo Calabria, il vero fallimento della gestione appena conclusa non riguarda il numero dei passeggeri o dei voli, ma l’assenza di una visione industriale fondata sulla valorizzazione del lavoro. Gli ingenti investimenti pubblici destinati dalla Regione Calabria al sistema aeroportuale hanno certamente consentito una crescita delle infrastrutture e del traffico aereo, ma il sindacato ritiene che tali risultati siano riconducibili principalmente alle scelte strategiche della politica regionale e non ad un modello gestionale capace di trasformare tali investimenti in occupazione stabile, organizzazione efficiente e relazioni industriali moderne.

Uno degli aspetti più critici riguarda l’assenza, nel corso di oltre un decennio, di un piano strutturale di stabilizzazione del personale precario. Secondo UGL, un numero importante di lavoratrici e lavoratori hanno garantito negli anni la continuità operativa degli aeroporti calabresi attraverso rapporti di lavoro stagionali o a termine, acquisendo competenze professionali fondamentali senza che fosse definito un percorso organico di consolidamento occupazionale. Per il sindacato, la crescita del traffico e gli investimenti pubblici avrebbero dovuto tradursi anche in un aumento dell’occupazione stabile e nella valorizzazione delle professionalità già presenti, evitando il perpetuarsi di condizioni di precarietà che si protraggono da oltre dieci anni.

L’UGL non ha mai condiviso il modello organizzativo introdotto negli aeroporti calabresi. A nostro giudizio, i lavoratori sono stati progressivamente chiamati a svolgere mansioni sempre più eterogenee, ben oltre le rispettive declaratorie professionali previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Trasporto Aereo, trasformandosi di fatto in personale “polifunzionale” senza un adeguato riconoscimento professionale. Abbiamo contestato altresì la progressiva esternalizzazione di attività storicamente svolte dal personale aziendale, ritenendo che tali scelte abbiano ridotto le opportunità di crescita delle risorse interne. Vedi in ultimo quella dei parcheggi, chiedendoci altresì se tale scelta possa effettivamente tramutarsi in un possibile valore aggiunto per la Società di Gestione.

Particolarmente critica è stata anche la gestione del personale stagionale. Secondo UGL, i bandi di selezione sono stati progressivamente resi più restrittivi, mentre sono state superate le precedenti graduatorie utilizzate negli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, impedendo il ricorso a lavoratori già formati durante i picchi di traffico. A nostro avviso, tale scelta ha contribuito ad aggravare le carenze di organico che ancora oggi interessano la SACAL SPA e la  SACAL GH S.p.A.

Anche sul versante delle relazioni industriali il giudizio dell’UGL è fortemente negativo. Riteniamo che il confronto sindacale sia stato caratterizzato da una progressiva marginalizzazione del dialogo e dall’adozione di modalità che hanno privilegiato tavoli separati anziché un confronto unitario e trasparente con tutte le organizzazioni sindacali rappresentative. Secondo la nostra valutazione, tale impostazione ha indebolito il sistema delle relazioni industriali, alimentando contrapposizioni e rendendo più difficile la ricerca di soluzioni condivise nell’interesse dei lavoratori e dell’azienda. L’UGL rivendica il principio secondo cui il pluralismo sindacale costituisce un valore e ritiene che la partecipazione debba svolgersi nel rispetto delle prerogative di tutte le organizzazioni rappresentative, senza esclusioni o percorsi differenziati che possano compromettere la qualità del confronto.

Nel corso degli anni numerosi lavoratori, compresi rappresentanti sindacali aziendali, sono stati destinatari di procedimenti disciplinari che il sindacato ha ritenuto sproporzionati o comunque discutibili, alcuni dei quali hanno trovato definizione davanti all’Autorità Giudiziaria. Abbiamo inoltre contestato il mancato ricorso, secondo la nostra ricostruzione, agli strumenti arbitrali previsti dal CCNL e dalla normativa, nonché l’esclusione dell’UGL dalla contrattazione di secondo livello. A ciò si aggiunge la richiesta economica di 5.000 euro oltre IVA avanzata nei confronti della nostra Organizzazione in relazione al sit-in del 24 giugno 2026, regolarmente preavvisato, iniziativa che continuiamo a ritenere priva di precedenti nelle relazioni industriali aziendali.

L’UGL ha inoltre espresso perplessità sulla scelta di ricorrere a personale della Croce Rossa Italiana a supporto delle attività PRM, ritenendo che sarebbe stato opportuno valorizzare prioritariamente personale già formato e promuovere un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, evitando altresì il possibile incentivo al fenomeno del dumping contrattuale.

Restano aperte, inoltre, criticità organizzative che riguardano la carenza di personale, il progressivo incremento dell’assenteismo, sul quale riteniamo necessario approfondire anche il clima organizzativo, le condizioni di lavoro, la disponibilità di mezzi operativi ormai datati e alcune problematiche infrastrutturali emerse anche presso il nuovo terminal di Reggio Calabria.

UGL Trasporto Aereo Calabria ritiene infine che il futuro del sistema aeroportuale regionale non possa fondarsi esclusivamente sullo sviluppo del traffico low cost, ma richieda una strategia capace di attrarre vettori di rete, incrementare l’occupazione stabile e costruire un modello industriale duraturo.

«Non giudichiamo le persone, ma un modello gestionale che, secondo il nostro convincimento, ha fallito nel costruire relazioni industriali corrette, nel valorizzare il capitale umano e nel dare prospettive ai lavoratori precari. Alla nuova governance chiediamo di aprire una stagione nuova, fondata sul dialogo, sul rispetto del Contratto Collettivo Nazionale, sul confronto con tutte le organizzazioni sindacali, sul superamento della logica dei tavoli separati e sulla definizione di un vero piano di stabilizzazione del personale precario che da oltre un decennio garantisce il funzionamento degli aeroporti calabresi. UGL Trasporto Aereo sarà un interlocutore leale, autonomo e costruttivo, pronto a sostenere ogni scelta orientata allo sviluppo del sistema aeroportuale e alla tutela del lavoro.»

 

 

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