Non fabbricati fuori contesto ma luoghi vivi di incontro, di presa in carico e di cura; questa è la visione dell’ASP di Catanzaro per dare concretezza alla cura di prossimità che deve portare l’assistenza vicino ai cittadini. L’attivazione di Case della Comunità e Ospedali della Comunità è iniziata con Squillace, e l’Azienda Sanitaria traccia il percorso per renderle, gradualmente, tutte pienamente operative, garantendo la loro funzione di luogo dove si mettono insieme bisogni e risorse, in una logica di integrazione e coprogettazione dei percorsi di presa in carico e cura. E’ un percorso articolato, non facile, che parte dalle risorse, ma che rappresenta anche una opportunità irripetibile e non può prescindere da una sinergia con le Comunità locali e gli Enti del Terzo settore. Con queste premesse inizia la road map messa a punto per garantirne in tempi rapidi l’implementazione graduale dei servizi, con l’invito alle Comunità a diventare parte attiva di questo percorso.
Il personale. La vera sfida è garantire nel tempo luoghi aperti h12 tutti giorni, aumentando gradualmente le disponibilità, per garantire quella risposta di prossimità che tutela i cittadini e i Pronto Soccorso. L’Azienda sanitaria ha già attivato le procedure di reclutamento del personale, per il quale è operativo un interpello interno che si concluderà domani; il personale già in servizio nell’Azienda che andrà a ricoprire le posizioni vacanti presso le Case della Comunità sarà avvicendato all’interno delle strutture di provenienza da personale di nuovo reclutamento, anche per favorire il turn-over intra-aziendale.
Le dotazioni strumentali sono state già in gran parte acquisite e verranno collocate in base ad una mappatura dell’erogazione dei servizi a cura dei Distretti socio sanitari che garantisca una fruizione omogenea sul territorio; a breve sarà attivata anche la telemedicina in tutti i presidi.
Le Comunità locali: i veri protagonisti; nelle giornate di lunedì e martedì il management aziendale ha incontrato i Sindaci dei Comuni interessati dalle Strutture di medicina di prossimità per condividere e pianificare con loro le azioni per garantire la più efficace integrazione di tutti gli aspetti sociosanitari connessi con l’attivazione dei servizi delle Case della Comunità; seguiranno in tutte le sedi incontri con i Primi Cittadini anche degli ambiti e con la Cittadinanza, per favorire la consapevolezza della collettività spiegando in loco e concretamente il modello organizzativo e assistenziale. Il Terzo Settore e le Associazioni: questi rappresentano un altro pilastro della prossimità di cura e della sanità partecipata, per la collaborazione con i quali è in pubblicazione una delibera finalizzata a prendere atto delle disponibilità; per le Associazioni di malati, l’ASP ha già previsto spazi per favorire l’incontro e il dialogo. La medicina generale: giovedì 2 luglio si terrà una riunione del Comitato Aziendale permanente con i medici di medicina generale con i quali, dopo la sottoscrizione dell’Accordo Collettivo Nazionale avvenuta la scorsa settimana e gli altri incontri nazionali, verrà redatto un protocollo di intesa specifico per garantirne la presenza all’interno delle strutture territoriali, che comunque già ospitano, in molti casi, le AFT, come a Squillace.
L’Azienda con questo proprio programma intende promuovere un cambiamento di paradigma nei rapporti tra i cittadini e i sistemi socio – sanitari dando concretezza al concetto di ascolto, di assistenza di prossimità, di sanità integrata, e promuovendo la salute attraverso la prevenzione: quindi non solo cura, ma dialogo, confronto, presa in carico e prevenzione, in territori in cui spesso la malattia più grave è l’isolamento. Perché nel tempo le nuove strutture devono essere vissute dalle Comunità come un luogo di tutti e per tutti; e domani pomeriggio al via La Casa della Comunità del Reventino e Decollatura.
(Fonte: Asp Catanzaro)




