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Potenziare i quattro ospedali montani della Calabria: Prosegue raccolta firme per legge di iniziativa popolare

Ospedale Soveria Mannelli

Sta volgendo al termine la raccolta di firme volta a tutelare la salute nelle aree interne attraverso il potenziamento degli ospedali montani. A farlo, quattro comitati, rispettivamente dei comuni di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli (nella foto) che hanno dato vita al comitato “La Cura” che rappresenta i quattro contesti. Il cuore della proposta, sta nel mettere al centro il paziente, il quale dalla presa in carico alle cure che ne vengono richieste, dovrebbe finire il percorso di nella struttura. Una struttura, quella vergata nella PdL,  molto vicina al “modello spoke”, con reparti che lo configurano, tra i quali: Medicina, Ortopedia e Traumatologia, Chirurgia generale, Pediatria, Oncologia, Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, Cardiologia Utic, Radiologia, Patologia Clinica, Emodinamica, Cardiologia Interventistica, Laboratorio Analisi, Pronto Soccorso Complesso con OBI.…(…). La configurazione definitiva li vedrebbe amministrati da una Azienda Ospedaliera. con Direzione Amministrativa e Sanitaria unica per le quattro strutture.

Il Comitato del Reventino, ha finito la raccolta firme, ed ha coinvolto 19 comuni, dove per l’80% circa, sono stati proprio i sindaci del territorio a ergersi quale riferimento per la raccolta firme. Ha Soveria c’è stata la partecipazione maggiore con oltre 600 firme, poi, in ordine alfabetico i comuni di: Decollatura, Carlopoli, Cicala, Colosimi, Conflenti, Martirano, Martirano Lombardo, Parenti, Scigliano, Motta Santa Lucia, Tiriolo, San Pietro Apostolo, Serrastretta, Platania, Panettieri, Pedivigliano, Bianchi e Gimigliano. In tutto il contesto sono state raccolte circa poco meno di quattromila firme. La partecipazione è stata corposa e il numero di firme si è fermato a quelle raccolte solo perché non abbiamo avuti altri moduli a disposizione, visto che ogni giorno dai comuni arrivavano richieste di schede.

Un limite che ha frenato la voglia di partecipazione popolare dove la gente ha anteposto a tutto, la voglia diesserci. “Non si è mai vista una risposta della gente cosi passionale – precisa il presidente del Comitato, Alessandro Sirianni – avremmo potuto raccogliere anche diecimila firme, se non fosse stato per l’esiguità di schede a disposizione”. “Ora non resta che convogliare le firme che arriveranno dagli altri contesti e depositarle presso la segreteria del Consiglio Regionale, attendendo che la proposta venga audita, calendarizzata e infine portata in aula”.

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