Un lettore ci ha inviato una segnalazione riguardante quella che definisce una «drammatica situazione» all’interno del servizio di Anatomia Patologica dell’ASP di Catanzaro.
Pubblichiamo integralmente la lettera, giunta in redazione e regolarmente sottoscritta dall’autore, restando a disposizione dell’ASP di Catanzaro per eventuali precisazioni, chiarimenti o repliche.
“L’Unità Operativa di Anatomia Patologica dell’ASP di Catanzaro garantisce ogni anno circa 11.000 esami cito-istopatologici, fondamentali per la diagnosi di patologie tumorali e non tumorali. Il servizio risponde alle richieste provenienti dai reparti ospedalieri, dagli ambulatori e dai distretti dell’ASP, oltre che da altre aziende sanitarie del territorio.
Nei soli primi cinque mesi del 2026 sono già stati richiesti circa 4.500 esami, confermando un carico di lavoro elevatissimo e in costante crescita.
Per garantire tempi diagnostici compatibili con l’avvio delle necessarie terapie, soprattutto in ambito oncologico, sarebbero indispensabili almeno 3 dirigenti medici e 5 tecnici di laboratorio.
Nonostante le ripetute e documentate richieste rivolte alla Direzione aziendale e agli uffici competenti, ad oggi non è stato adottato alcun provvedimento concreto per il potenziamento dell’organico.
La situazione attuale è drammatica:
– è presente in servizio un solo dirigente medico, dal mese di aprile 2026, che maturerà il pensionamento il 1° aprile 2027;
– il secondo dirigente medico è assente per gravi motivi di salute dal 5 aprile 2026 e andrà in pensione il 1° agosto 2026;
– un tecnico di laboratorio è andato in pensione il 1° aprile 2026 e non è stato sostituito;
– un altro tecnico di laboratorio è stato trasferito presso altra Azienda sanitaria senza alcuna sostituzione.
Di fronte a questi dati, una domanda è inevitabile: si intende realmente mantenere operativo il servizio di Anatomia Patologica oppure lo si vuole lasciare progressivamente spegnere?
L’assenza di interventi immediati rischia di determinare, entro pochi mesi, l’impossibilità di garantire le attività diagnostiche, con conseguenze gravissime per i pazienti e per l’intera rete ospedaliera e territoriale dell’ASP.
L’esame istocitopatologico rappresenta un passaggio indispensabile per la diagnosi e per l’impostazione delle terapie oncologiche. Senza questo servizio non si rallenta soltanto l’attività di un reparto: si mette a rischio il diritto dei cittadini ad una diagnosi tempestiva e ad un percorso di cura adeguato.
Per questo chiediamo con urgenza:
1. l’immediata attivazione delle procedure concorsuali e di reclutamento per dirigenti medici e tecnici di laboratorio;
2. la sostituzione del personale già cessato dal servizio;
3. un intervento straordinario che garantisca la continuità operativa del reparto.
La politica, le istituzioni e la Direzione aziendale non possono continuare a ignorare una situazione che riguarda direttamente la salute dei cittadini.
Il tempo delle promesse è finito. Occorrono decisioni immediate. Ogni ulteriore ritardo rischia di compromettere un servizio essenziale per l’intera provincia.”
lettera firmata




