Botta e risposta sul sondaggio di Occhiuto recentemente pubblicato sulla stampa tra Amalia Bruni, Consigliere Regionale PD e Michele Comito, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Calabria.
Amalia Bruni esordisce con la nota stampa sull’argomento con la dichiarazione: “Il sondaggio di Occhiuto? Una fotografia ritoccata con Photoshop” e prosegue “C’è chi usa i sondaggi per analizzare la realtà e chi, invece, li maneggia come specchi per le allodole. Il presidente dimissionario Roberto Occhiuto, pur di mostrarsi imbattibile, si affida a rilevazioni che hanno più l’aspetto di un’operazione di marketing politico che di uno strumento scientifico”.
“La prima anomalia è evidente – spiega Bruni –: il sondaggio è stato realizzato il 22 e 23 agosto, quando la candidatura di Pasquale Tridico è stata ufficializzata solo il 23. Tradotto: almeno metà degli intervistati ha espresso un parere su un candidato che, in quel momento, ancora non esisteva. È come chiedere agli spettatori di commentare un film prima ancora che venga girato: pura fantascienza, non rilevazione statistica”.
“Ma il nodo più serio – prosegue la consigliera dem – riguarda i rapporti con la Regione. La società che ha confezionato il sondaggio, come è stato rilevato da più parti, ha in corso un contratto proprio con l’ente guidato da Occhiuto. Davvero possiamo credere che si tratti di un’indagine indipendente? È come se l’arbitro di una partita fosse anche consulente della squadra che deve dirigere: il conflitto di interessi è grande quanto un campo da calcio. E allora non c’è da stupirsi se i risultati appaiono così favorevoli al presidente dimissionario: più che un sondaggio, sembra un assist confezionato su misura”.
“Questa non è ricerca sociale, ma propaganda istituzionalizzata. Un sondaggio piegato alle esigenze di chi vuole dare l’illusione di avere già vinto, dimenticando che la vera partita si gioca nelle urne. E lì non valgono i questionari telefonici né le percentuali gonfiate: valgono le scelte libere e consapevoli dei calabresi. Sono loro, e non i sondaggi di comodo, a decidere chi dovrà guidare questa Regione. E i cittadini, statene certi, hanno più fiuto dei migliori sondaggisti”, conclude Bruni.
Michele Comito risponde subito, 10,56 l’invio nota stampa Bruni, 12,08 Comito, il tempo di elaborare risposta, eccola: “Bruni esperta di sondaggi come nel 2021? Contare fino a 10 prima di parlare… Amalia Bruni si trasforma da scienziata specializzata in neurologia e genetica medica (con qualche anonimo anno in Consiglio regionale) ad esperta di sondaggi e di marketing politico.
Il sondaggio Emg – importante e autorevole società di rilevazioni guidata da Fabrizio Masia – non le piace? Allora per la professoressa Bruni si tratta di propaganda, ignorando che ogni indagine viene fatta intervistando cittadini reali e non solo tifosi della sua parte politica.
Così fanno le società che preparano sondaggi in modo serio.
Ma forse la Bruni è abituata ad altri metodi per misurare le intenzioni di voto degli elettori.
In Calabria ancora ricordiamo, facendoci abbondanti risate, il fantomatico sondaggio lanciato da Amalia Bruni il 15 settembre del 2021.
Quattro anni fa la Bruni era la candidata del centrosinistra contro il presidente Occhiuto, e a soli 20 giorni dal voto la sua coalizione pubblicó un sondaggio Winpoll, esultando ‘testa a testa tra Occhiuto e Bruni’.
Per la rivelazione commissionata dai dem la coalizione di centrodestra, con Roberto Occhiuto candidato, era al 39,8%, mentre la coalizione di centrosinistra con i 5 Stelle, che candidava Amalia Bruni, al 39,1%.
L’esperta di sondaggi e di marketing politico Bruni ricorda quale fu il responso delle urne? Occhiuto presidente con 25 punti percentuali in più.
Ecco, prima di parlare, contare sempre fino a 10…”.




