La Calabria vive una stagione decisiva. Le dimissioni e la ricandidatura di Roberto Occhiuto hanno reso evidente ciò che in molti sospettavano: la sua è una politica piegata agli equilibri interni e agli interessi personali, non alla costruzione di un futuro migliore per i calabresi. In questi anni abbiamo visto una regione raccontata sui social come “modello di successo”, mentre la realtà dei cittadini è stata segnata da sanità allo sbando, mobilità sanitaria crescente, giovani costretti a partire e territori abbandonati. È questa la distanza che ci muove: la distanza tra propaganda e vita reale, tra convenienza e responsabilità.
Il Partito Democratico in Calabria ha oggi il compito storico di incarnare l’alternativa. Non una sigla vuota, ma una comunità politica che vuole tornare a parlare di lavoro, diritti, servizi, formazione, ambiente. Un PD che sa di dover superare la tentazione dell’autoreferenzialità e che sceglie di costruire un campo largo, inclusivo e plurale, segno di una forza politica capace di dialogare senza perdere la propria identità, di aprirsi senza confondersi, di unire energie diverse senza smarrire la sua missione.
In questa prospettiva, l’ingresso di figure come Pasquale Tridico, economista e già presidente dell’INPS, rafforza il senso di una proposta riformista e concreta: competenza, esperienza e attenzione alle politiche sociali, a partire dal sostegno al lavoro e dalla difesa di chi troppo spesso rimane indietro. È la dimostrazione che il PD vuole recuperare credibilità e offrire alla Calabria un progetto di futuro non chiuso nei palazzi, ma radicato nei bisogni reali delle persone.
In questo percorso, Amalia Bruni ed Ernesto Alecci sono due voci forti dell’area centrale della Calabria. La prima ha messo la sua competenza scientifica al servizio della difesa della sanità pubblica, il secondo ha portato in Consiglio l’esperienza dei territori e la denuncia delle contraddizioni tra propaganda e realtà.
Con Bruni e Alecci, insieme alla costruzione di un campo largo e al contributo di figure come Tridico, la Calabria ha la possibilità di scrivere una pagina nuova. Non più una regione che costringe a partire, ma una terra che dia orgoglio di restare.
Noi Giovani Democratici di Lamezia saremo al loro fianco, certi che il cambiamento non si improvvisa ma si costruisce con radicamento, competenza e coraggio. È il momento di partecipare, di scegliere, di alzare lo sguardo: la Calabria non merita il gioco dei palazzi, ma il futuro che i suoi giovani reclamano con forza
Fonte Giovani Democratici




