“La notizia di oggi è di quelle che dovrebbero fermare ogni discussione politica. Il direttore sanitario dell’ospedale di Lamezia Terme Antonio Gallucci ha lanciato un allarme preciso: senza l’assegnazione urgente di almeno 17 infermieri e 10 operatori socio-sanitari, non possono più essere garantite in sicurezza le attività assistenziali e la copertura dei turni H24 del blocco operatorio” – si legge in una nota di Francesco Grandinetti, Lametia enonsolo.
“Non si tratta di una semplice richiesta di personale- prosegue Grandinetti-. È il segnale che un reparto strategico dell’ospedale sta lavorando al limite delle proprie possibilità. La carenza di organico, aggravata da esoneri, limitazioni sanitarie, congedi e trasferimenti, rischia di compromettere la continuità del servizio, di allungare ulteriormente le liste d’attesa e di aumentare il peso su medici, infermieri e operatori che continuano a garantire il servizio con professionalità e spirito di sacrificio.
Quando un blocco operatorio entra in sofferenza, il problema non riguarda soltanto chi vi lavora. Riguarda l’intera comunità. Significa interventi che possono essere rinviati, pazienti costretti ad aspettare, famiglie che vivono nell’angoscia e cittadini che iniziano a perdere fiducia in un diritto fondamentale come quello alla salute.
Questa non è la denuncia di un partito né una polemica politica. È il grido d’allarme di Antonio a Gallucci, di chi ha la responsabilità di garantire cure e sicurezza ai cittadini. E’ il grido d’allarme di una persona che forse, se non avesse una coscienza, avrebbe fatto meglio per convenienza politica stare in silenzio.
Ma c’è una domanda che dovremmo porci tutti. Come siamo arrivati al punto che una situazione del genere non suscita più indignazione, ma quasi rassegnazione?
Ci indigniamo per un giorno, poi tutto torna come prima. Eppure dietro quei numeri non ci sono semplicemente posti vacanti. Ci sono persone. Proprio in questi giorni si parla dei finanziamenti regionali e INAIL destinati alla costruzione di nuovi ospedali a Cosenza, Catanzaro e Crotone. È una prospettiva importante. Condivido pienamente la scelta di realizzare un nuovo ospedale a Crotone, un territorio che vive condizioni di particolare disagio e che merita un investimento di questo livello. Ma per il resto credo sia doverosa una riflessione. I nuovi ospedali richiederanno anni per essere realizzati e nel frattempo? Cosa diciamo ai malati?
Prima di guardare alle opere del futuro, rendiamo grandi, efficienti e pienamente funzionanti gli ospedali che già esistono. Lamezia Terme, per la sua posizione baricentrica e per la facilità di collegamento con gran parte del territorio regionale, rappresenta naturalmente “il”punto strategico. È legittimo domandarsi se proprio qui non avrebbe senso concentrare, in prospettiva, un grande ospedale di riferimento regionale.
Ma, prima ancora di ogni progetto futuro, c’è un’urgenza che non può attendere e cioè garantire personale, servizi e sicurezza all’ospedale di Lamezia che oggi cura migliaia di cittadini e potrebbe curarne migliaia e migliaia in più. La politica non dovrebbe limitarsi a rincorrere le emergenze. Dovrebbe prevenirle. E la sanità non può diventare un sistema di élite.
Quando perdiamo la capacità di metterci nei panni di chi soffre, perdiamo anche il senso più autentico della politica. La politica torni a mettere al centro i malati, non le prossime elezioni. Perché un ospedale efficiente non porta soltanto consenso, salva soprattutto vite umane. E non c’è investimento pubblico più importante di questo”- conclude Francesco Grandinetti.
(Fonte Francesco Grandinetti già presidente PD Lamezia /LAMETIA ENONSOLO)


