Se la vicenda non dovesse essere letta come semplice ignoranza, potremmo persino considerarla un raro esempio di lungimiranza amministrativa. Del resto, il bicchiere mezzo pieno suggerisce una sorprendente capacità di guardare al futuro, e una buona amministrazione comunale dovrebbe proprio fare questo: anticipare i tempi.
Peccato che, questa volta, si sia andati forse un po’ troppo avanti.
Perché elevare agli onori degli altari Papa Benedetto XVI con la formula del “santo subito” non è esattamente una pratica che passa inosservata.
Nella convocazione della III Commissione Consiliare del Comune di Lamezia Terme, inviata ai consiglieri comunali e pubblicata sull’albo pretorio il 3 giugno 2026, si legge infatti:
“Sopralluogo presso l’impianto di depurazione sito presso l’area industriale San Benedetto”.
Un dettaglio che non è sfuggito ai più attenti. A meno che non ci siano state canonizzazioni lampo di cui il mondo intero è ancora all’oscuro, l’area industriale dovrebbe continuare a chiamarsi “Papa Benedetto XVI “.
Il messaggio, comunque, appare chiaro: entusiasmo e devozione non mancano. Tuttavia una domanda sorge spontanea. Tra segretari, consulenti, assessori, consiglieri e l’intero esercito burocratico che accompagna ogni atto amministrativo, possibile che nessuno abbia notato un errore tanto evidente?
Oppure siamo davvero di fronte a un caso di amministrazione visionaria, talmente proiettata nel futuro da anticipare persino le decisioni del Vaticano.




