Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta rivolta al Vescovo in merito alle recenti decisioni relative alla guida pastorale della comunità di Conflenti.
“Eccellenza Reverendissima,
desidero innanzitutto esprimerLe il mio sincero apprezzamento per la scelta di affidare la guida pastorale della comunità di Conflenti a Don Nahum. Ritengo sia una decisione felice e lungimirante.
Don Nahum conosce profondamente il nostro territorio. Gli anni trascorsi come vice parroco della Basilica di Conflenti gli hanno consentito di creare un legame autentico con l’intera comunità, lasciando ovunque un ricordo fatto di disponibilità, umanità e vicinanza. In modo particolare, la comunità di San Mazzeo conserva di lui un affetto sincero e immutato. Molti lo aspettano con gioia, certi che possa rappresentare una guida spirituale capace di unire e accompagnare tutti.
Proprio per questo motivo, da semplice cittadino di San Mazzeo, non riesco a comprendere la scelta di affidare la cura pastorale della nostra frazione al parroco di Martirano Lombardo, destinando invece Don Nahum anche alla comunità di Martirano Antico.
Con il massimo rispetto per le decisioni dell’autorità ecclesiastica, mi permetto di osservare che una soluzione diversa sarebbe apparsa più naturale e coerente. Sarebbe stato, a mio avviso, più logico affidare Martirano Antico al parroco di Martirano Lombardo, considerato anche il consolidato legame storico e territoriale tra quei due comuni, consentendo invece a Don Nahum di dedicarsi interamente all’intero territorio del Comune di Conflenti, del quale è stato nominato parroco.
Ciò che maggiormente preoccupa è che questa scelta rischia di accentuare una frattura che, nel tempo, ha già interessato i rapporti tra il centro di Conflenti e la frazione di San Mazzeo. La Chiesa ha da sempre la straordinaria missione di costruire ponti, abbattere divisioni e rafforzare il senso di appartenenza ad un’unica comunità. Per questo motivo, una decisione che porta ad avere guide pastorali differenti all’interno dello stesso Comune rischia di produrre l’effetto opposto, alimentando una percezione di separazione anziché di comunione.
Non si tratta di una rivendicazione campanilistica né di una critica nei confronti di alcun sacerdote, ai quali va il nostro rispetto e la nostra gratitudine per il servizio che quotidianamente svolgono. È piuttosto l’espressione di un sentimento diffuso tra tanti cittadini che desiderano vedere tutta la comunità di Conflenti, centro e frazioni, accompagnata da un’unica guida spirituale.
Eccellenza, mi permetto quindi di rivolgerLe un appello sincero affinché possa valutare nuovamente questa organizzazione pastorale. Sono convinto che Don Nahum, proprio per la conoscenza del territorio e per il rapporto di fiducia costruito negli anni con tutte le comunità conflentesi, possa rappresentare un punto di riferimento per l’intero Comune, contribuendo a rafforzare quel senso di unità che la Chiesa è chiamata a testimoniare ogni giorno.
Con rispetto filiale e fiducia nel Suo ministero pastorale, auspico che questa riflessione possa essere accolta come il contributo di un fedele che ama profondamente la propria comunità e desidera vederla sempre più unita.
Con deferente stima”.
Lettera firmata




