La vicenda dell’acqua delle fontane pubbliche di Conflenti arriva all’attenzione della Prefettura di Catanzaro. A seguito dell’esposto presentato dai Consiglieri comunali del Gruppo Conflenti nel Cuore, Serafino Pietro Paola e Raffaele Mastroianni, il Prefetto ha trasmesso gli atti al Sindaco chiedendo all’Amministrazione comunale valutazioni, adempimenti e notizie in merito alle irregolarità e ai disservizi segnalati. L’intervento della Prefettura arriva dopo quasi due mesi di silenzio del Comune.
La vicenda nasce l’8 luglio, quando presso le fontane di località Abbritti compare un foglio con il logo del Comune e la scritta “Acqua non potabile”: nessuna firma, nessun numero di protocollo, nessun riferimento ad un’ordinanza, nessuna indicazione delle analisi che avrebbero accertato la non potabilità. Alla verifica effettuata dai Consiglieri non risultava pubblicata all’Albo Pretorio alcuna ordinanza o avviso ufficiale relativi a quelle o ad altre fontane. Il 15 luglio Paola e Mastroianni hanno quindi chiesto formalmente al Sindaco di sapere se esistesse un’ordinanza, quali analisi fossero state effettuate e, soprattutto, se l’acqua potesse essere utilizzata oppure no. La richiesta, regolarmente ricevuta dal Comune, non ha avuto risposta.
Nel frattempo, analogo foglietto con l’indicazione “Acqua non potabile” è comparso anche presso le fontane pubbliche di “Pometta”, senza che alla popolazione venissero fornite, anche in questo caso, informazioni ufficiali sulle analisi effettuate, sulle ragioni del divieto e sulla sua durata. E questo è il punto: ancora oggi i cittadini non sanno perché quelle acque siano state dichiarate non potabili e, soprattutto, se oggi possano essere utilizzate oppure no.
“La vicenda – sottolineano Paola e Mastroianni, rispettivamente Sindaco e Vicesindaco dal 2016 al 2021 – diventa ancora più difficile da comprendere ricordando quanto accadeva nel 2020. Quando alla guida dell’Amministrazione comunale c’eravamo noi di “Conflenti nel Cuore”, qualche esponente dell’attuale maggioranza non riteneva sufficiente che, in presenza di eventuali criticità, il Comune adottasse e pubblicasse le ordinanze previste e ne desse diffusione alla popolazione. Pretendeva che fossero pubblicate online, di volta in volta, anche le singole analisi dell’acqua, sostenendo che ciò fosse necessario per garantire la salute dei cittadini. Oggi – continuano i consiglieri Paola e Mastroianni – non solo non vengono pubblicate le analisi, ma non risultano pubblicate neppure le ordinanze relative ai divieti segnalati dai foglietti affissi alle fontane. Ma lasciamo da parte la polemica politica. Da luglio chiediamo una cosa semplicissima: l’acqua delle fontane pubbliche di Conflenti è potabile oppure no? Se non lo è, il Comune dica dove, perché e sulla base di quali analisi. Se la criticità è stata superata, dica da quando e sulla base di quali nuovi controlli. Sono informazioni che i cittadini hanno diritto di conoscere. Noi Consiglieri comunali queste informazioni le abbiamo chieste formalmente e non abbiamo ancora ricevuto risposta. Ieri, quando si preparavano alla sfida elettorale, sull’acqua pretendevano risposte anche quando le risposte già c’erano: i controlli venivano effettuati, le eventuali criticità gestite, le ordinanze pubblicate e diffuse. Eppure si continuava ad alimentare una polemica che, nel pieno del Covid, non faceva altro che aggiungere preoccupazione a una comunità già duramente provata. Oggi – concludono – le domande non sono costruite sulla polemica: nascono da foglietti con scritto “Acqua non potabile”, privi di firma, protocollo e riferimenti ad atti ufficiali.
E chiedono una cosa molto semplice: quell’acqua era davvero non potabile? Lo è ancora? A noi non rispondono, ai cittadini non rispondono. Solo che adesso, a fare le domande, c’è anche il Prefetto.”
Fonte Gruppo Consiliare “Conflenti nel Cuore”




