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Lamezia, replica dell’opposizione: “Commissioni a metà e Giunta monca, la realtà non si mistifica”

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“Colpisce che, invece di entrare nel merito delle questioni poste, si scelga ancora una volta la strada della replica autoassolutoria e della rappresentazione distorta della realtà amministrativa che la città vive quotidianamente. Non abbiamo mai sostenuto che tutte le Commissioni siano ferme allo stesso modo. Ma è evidente che diverse Commissioni fondamentali lavorino a stento, con convocazioni del tutto sporadiche e senza reale continuità politica e programmatica”.

  1. Lo scrivono in una nota coin giunta i Consiglieri di opposizione Serratore, Vescio, Vitale, Muraca e Masi che aggiungono “Non è concepibile che la II Commissione Bilancio si riunisca sostanzialmente soltanto in prossimità delle scadenze contabili. La programmazione economico-finanziaria è la spina dorsale di un Comune e richiede confronto costante, informazione preventiva e partecipazione democratica. Nella III Commissione Servizi sociali e sanità abbiamo ascoltato associazioni, enti del terzo settore e realtà del territorio. Ma a quelle audizioni non segue nulla: nessun percorso concreto, nessun seguito amministrativo reale. A poco serve ascoltare se poi non arrivano fatti e risposte. Sulla IV Commissione, che dovrebbe occuparsi di Cultura e sport, manca un vero indirizzo politico e mancano convocazioni sui temi decisivi per la città. Dal Teatro Grandinetti, per il quale il Comune non è stato capace di predisporre nei tempi un nuovo bando, alle continue richieste inevase di sopralluoghi presso il Cine Teatro Russo per discutere concretamente del suo ruolo per la città e per San Teodoro, quartiere gioiello soltanto a parole e in campagna elettorale. Dai lavori del Teatro Costabile, rispetto al quale sviluppi e criticità sono emersi soltanto grazie all’agitazione degli operatori del settore, che hanno denunciato metodi poco chiari e comunicazioni tardive in un momento fondamentale dell’anno per la programmazione culturale, fino al Castello Normanno Svevo, dove un importante finanziamento infrastrutturale rischia di andato perso per ritardi e inefficienze amministrative”.

I Consiglieri di opposizione proseguono “Nella VII Commissione, sul fronte delle Politiche giovanili, la situazione è altrettanto emblematica. La Consulta Giovanile, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale ormai da mesi e nata con il contributo essenziale del centro sinistra, non è mai stata convocata e non è mai partita. È un nostro preciso dovere, da consiglieri eletti, esercitare pienamente il ruolo di indirizzo, controllo e proposta che la democrazia consiliare assegna alle minoranze e quindi denunciare l’assenza o l’inerzia della maggiorana nell’esercizio degli istituti democratici in cui si decide il presente e il futuro della Città. Non c’è regolamento per il quale questa minoranza non abbia dimostrato senso di responsabilità istituzionale e spirito costruttivo, portando contributi, integrazioni, emendamenti e proposte concrete, sempre mettendo al centro l’interesse della città e non le bandiere politiche. Per questo sorprende che, invece di raccogliere un allarme politico serio e fondato, si preferisca spostare l’attenzione dal vero nodo politico e amministrativo che oggi paralizza la città: una Giunta ancora monca, assessorati fondamentali mancanti e un Sindaco che continua ad accentrare deleghe delicatissime mentre passano settimane e mesi senza alcuna soluzione”.

“Quanti lunedì dovranno trascorrere? Quanti fine settimana? Quanti mesi ancora dovrà attendere Lamezia per avere un’amministrazione pienamente operativa nei settori fondamentali? – stigmatizzano i Consiglieri -.A quasi un anno dall’insediamento dell’amministrazione Murone, finite le attese di credito e di rito, riteniamo sia nostro preciso dovere denunciare ciò che non funziona. Una città come Lamezia Terme non può essere governata tra rinvii, silenzi, deleghe trattenute e assessorati mancanti. E mentre si tenta di raccontare una realtà parallela fatta di “lavoro silenzioso”, basta parlare con i cittadini, camminare per strada, confrontarsi con commercianti, associazioni, famiglie e operatori del territorio per comprendere quale sia oggi la percezione reale della città: inefficienza, immobilismo, assenza di visione e problemi che restano senza risposte”.

 

Fonte Annita Vitale, Bernadette Serratore, Lidia Vescio, Fabrizio Muraca, Gennarino Masi

 

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