“Le drammatiche immagini del vasto incendio che ha colpito l’area industriale di Lamezia Terme destano profonda e legittima preoccupazione nell’intera cittadinanza. Una densa e minacciosa nube di fumo nero, scaturita dal rogo di pneumatici, si è levata per ore a ridosso non solo dei centri abitati, ma anche di un’area vocata a importanti coltivazioni agricole, creando uno scenario di potenziale e grave pericolo per la salute pubblica, per l’ecosistema e per l’economia locale che non può lasciare indifferenti”. Lo scrive Francesco Carito, v vicesegretario PD Lamezia Terme che aggiunge “Se da un lato è doveroso ringraziare i Vigili del Fuoco per il loro incessante lavoro di contenimento e spegnimento, e prendere atto degli interventi sulla viabilità e dell’avvio dei monitoraggi ambientali da parte dell’Arpacal, dall’altro emergono interrogativi urgenti sulla gestione dell’emergenza nei confronti della comunità e del territorio. Ci si chiede, infatti, come sia possibile che di fronte a una colonna di fumo di tale portata, con il rischio concreto di ricaduta di sostanze tossiche visibilmente incombente sulle case e sui campi coltivati, non sia scattata una tempestiva e capillare campagna di informazione. È lecito domandarsi perché l’amministrazione comunale, il Sindaco in qualità di massima autorità sanitaria locale, l’assessore all’ambiente e la Protezione Civile non abbiano ritenuto necessario o urgente diramare comunicazioni immediate per suggerire ai residenti le più basilari misure di autoprotezione, come l’indicazione di rimanere in casa serrando porte e finestre”.
“Di fronte a un evento così macroscopico- prosegue Carito – , sorge spontaneo chiedersi se non sussistessero gli estremi per valutare un’evacuazione precauzionale delle abitazioni più esposte, o se quantomeno non fosse doveroso far sentire la presenza rassicurante e la guida delle istituzioni a chi si è trovato improvvisamente avvolto da un’aria potenzialmente irrespirabile. I protocolli di emergenza non dovrebbero prevedere la comunicazione tempestiva del rischio come primo e imprescindibile strumento di salvaguardia per i cittadini e per le produzioni agricole, gravemente esposte a potenziali contaminazioni?”




