“Oggi non scrivo più, da responsabile di un TDM, per segnalare i disaggi dei malati, vittime delle lunghe, ed ormai imperforabili, liste di attesa per visite specialistiche o per esami strumentali, costretti ad osservare il rito Beckettiano di “Aspettando Godot” ormai intramontabile colonna sonora di un SSN, fatto salvo l’estemporaneo fiorire di qualche eccellenza che non fa primavera, ormai alla frutta. Quindi scrivo, disinvestito della carica di testimone volontario del disaggio collettivo, per assurgere a testimone diretto di una difficoltà personale che collude col ritornello che in Calabria “Va tutto bene, madama la marchesa”; convinzione che, ovviamente, non prende in considerazione il rischio di un’ Armageddon della “sanità di tutti”, troppo prossima per essere ignorata.
Da qualche giorno non sto troppo bene e mi viene consigliato di sottopormi ad esame “Eco(color) doppler dei tronchi sovraaortici a riposo e dopo prova fisica o farmacologica”. Chiamo il cup regionale che mi mette in contatto con un operatore garbatissimo che passa in rassegna le varie possibilità, così articolate: Lamezia Terme tutto bloccato, coincidente con la vecchia dizione “senza calendario”; Catanzaro azienda ZERO, termine coincidente col nullo aritmetico, 28 Dicembre 2027; infine, data cronologicamente da prendere in maggiore considerazione, il prossimo 3 Luglio, alle ore 11,30, presso il Centro DEA di Corigliano-Rossano: Ci sono, però, 338 Km tra andata e ritorno che, per un anziano di 74 anni, non sono agevoli da percorrere né facilmente sopportabili, anche a bordo del servizio taxi dell’onorevole Occhiuto. Per non parlare dei costi relativi ai consumi che non sono certo irrisori e le cui risorse dovrebbero essere impiegate per attrezzare meglio i presidi di prossimità.
La presa in cura, vorrei ricordare al Presidente Occhiuto, non è né può essere, se si ha un minimo di rispetto per la fragilità della persona malata, un’esercitazione peripatetica. Sarebbe moralmente deprecabile perché, a fronte dell’accettare o del rifiutare, come io ho fatto, una soluzione ai miei problemi logisticamente complicata, l’alternativa non lascia scampo e può essere contenuta in un vecchio detto delle nostre parti: O TI MANGI LA MINESTRA O TI BUTTI DALLA FINESTRA; dove la minestra te la mangi se hai i soldi per comprartela e, se i soldi non ce l’hai, non resa che rassegnarsi.”
Fiore Isabella




