In riferimento alla carenza di personale infermieristico nel presidio Ospedaliero di Lamezia Terme segnalata dal Direttore Sanitario dell’Asp, Dott. Antonio Gallucci, mi corre l’obbligo di inserire alcuni punti di riflessione connessi ad una mia recente rilevazione, in qualità a suo tempo di responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato, sulla dotazione organica del “Giovanni Paolo Secondo” e del Distretto sanitario. I dati sull’ organico di diritto hanno come fonte il sito dell’ASP CZ e quelli relativi all’organico di Fatto cortesemente forniti dall’Ufficio Risorse Umane dell’ASP CZ il 10 Aprile 2026. A quei dati, ovviamente faccio riferimento per la mia sindacabile disamina tenendo conto del fatto che la formazione infermieristica ha carattere polivalente e la carenza eventuale di risorse professionali nel blocco operatorio e nei servizi di emergenza ed urgenza non può non ricadere sul complesso della dotazione organica del nostro presidio.
I dati in mio possesso, limitatamente ai reparti d chirurgia generale, medicina, ortopedia, Ginecologia Otorinolaringoiatria, oculistica ed urologia sono i seguenti: Chirurgia; 24 infermieri più 1 coordinatore e 9 OSS; Medicina: 25 infermieri di cui 1 coordinatore e 2 impegnati nell’ambulatorio specialistico; Ortopedia: 20 infermieri di cui 1 coordinatore, 1 massoterapista e 2 fisioterapisti in servizio presso il centro INAIL, 7 Oss; Ginecologia: 12 infermieri , 15 ostetriche e 1 ostetrica coordinatrice; Otorinolaringoiatria: 5 infermieri, 1 coordinatore, 1 tecnico audiometrista e 1 Oss; Oculistica: 4 infermieri, 2 ortottista e 1 Oss. Urologia: 15 infermieri più 2 impegnati nell’ambulatorio specialistico.
In totale solo gli infermieri, in organico di fatto, sono 107. Questo è il quadro dei reparti che sistematicamente e, a volte, in modo marginale ricorrono all’utilizzo delle sale operatorie. Pongo questi dati di conoscenza, non per delegittimare il senso della richiesta di integrazione delle risorse professionali per rendere più funzionale e meno a rischio l’attività del blocco operatorio e dei servizi di urgenza ed emergenza; lo faccio esclusivamente per avere un quadro chiaro delle disponibilità attuali al netto di quegli operatori assenti per vari motivi o, in alcuni casi impegnati negli uffici amministrativi, pur essendo portatori di competenze cliniche; tutti da quantificare, ovviamente, per avere un quadro preciso delle disponibilità attuali e potenziali, nonché delle risorse necessarie per garantire i servizi.
Non deve infine sfuggire il rispetto dei diritti dei lavoratori, impegnati nei settori nevralgici come i servizi di emergenza ed urgenza e l’obbligo di chi amministra la Sanità di utilizzare le risorse con competenza e saggezza, per non esporre medici ed infermieri in servizio a turni massacranti. Il tutto nell’interesse degli operatori ospedalieri e, in particolare, dei cittadini malati ormai abituati a sopportare di tutto e di più.
lettera aperta Fiore Isabella (Già Consigliere Comunale di Lamezia Terme)

