«Le ragioni sono due». Inizia così la spiegazione del sindaco Murone, da noi sentito per chiarire la vicenda relativa al messaggio vocale.
«La prima è che quel messaggio proviene da un componente della mia Giunta. Non è formalmente identificato, ma ritengo di poter comprendere chi sia, perché si tratta di una chat nella quale siamo in otto: io e i sette assessori».
La seconda ragione, sottolinea il primo cittadino, è ancora più rilevante: «Il brevissimo messaggio vocale è stato estrapolato dal contesto. Un contesto che, se considerato per intero, avrebbe consentito di comprenderne l’effettiva portata».
Il riferimento al termine “straccione”, chiarisce Murone, «non aveva alcuna accezione economica. Era invece riferito alla pochezza morale e politica di alcuni interlocutori che hanno sfruttato strumentalmente dei ritardi per cavalcarli mediaticamente durante il periodo natalizio».
Un significato che, secondo il sindaco, «emergeva in maniera chiarissima dai messaggi presenti nella chat». Per questo, la gravità dell’episodio è duplice: «Da un lato perché il messaggio proviene da un assessore, dall’altro perché è stato volutamente strumentalizzato da chi lo ha estrapolato, pur sapendo perfettamente di cosa si stesse parlando».
Il contesto della conversazione riguardava il ritardo nella collocazione delle luminarie nel quartiere Sant’Eufemia. «Su questo tema – spiega Murone – mi ero impegnato personalmente fin dall’inizio affinché Sant’Eufemia fosse il primo quartiere ad essere illuminato. Questo, però, non è stato possibile non per responsabilità dell’amministrazione, ma per cause legate al soggetto che aveva garantito l’avvio dell’intervento e che successivamente ha comunicato il rinvio».
Una situazione che, secondo il sindaco, «era stata spiegata chiaramente agli interlocutori politici». Nonostante ciò, «ogni due giorni, soprattutto sui social, continuavano ad arrivare attacchi per sostenere che avessi trascurato Sant’Eufemia».
Il riferimento, precisa Murone, «non era mai rivolto alla comunità, ma a persone ben individuate», le stesse che «continuavano a sollevare polemiche strumentali».
Tutti, secondo il primo cittadino, «sapevano perfettamente a cosa ci si riferisse, anche perché i fatti risalgono al 17 dicembre».
«Alla luce anche di alcune notizie apparse recentemente – conclude il sindaco Murone – è evidente che ci fosse qualcosa nell’aria».




