Si infiamma la polemica politica a Lamezia Terme dopo la diffusione di un audio attribuito al sindaco Avv. Murone, nel quale il primo cittadino utilizza il termine “straccioni”. L’audio, secondo quanto riportato, sarebbe stato diffuso da un componente della Giunta, scatenando varie reazioni.
I rappresentanti del PD, tra cui il segretario cittadino Vittorio Paola, il presidente Luigi Muraca, il capogruppo Fabrizio Muraca e il segretario dei Giovani Democratici, Angelo Curcio, hanno denunciato un “forte deterioramento del confronto politico” e invitano il Sindaco a riflettere sulla gravità delle sue parole.
“Restiamo veramente attoniti nel leggere le dichiarazioni del Sindaco della nostra città. I cittadini dell’ex Comune di Sant’Eufemia lo hanno premiato con un enorme consenso e, a distanza di pochi mesi, l’Avv. Murone li apostrofa in malo modo, definendoli ‘straccioni’. È questo il profilo istituzionale del Sindaco di Lamezia, in questa elegante espressione è racchiusa la sua raffinata cultura democratica.
La deriva di una destra autocratica, allergica al confronto, è arrivata a Lamezia nella forma più rozza, più consona a un bar di periferia che a un esponente delle istituzioni. Nel caso che ha determinato l’offesa del primo cittadino a un’intera comunità, i cittadini non avevano chiesto il trasferimento della Basilica di San Pietro a Sant’Eufemia, ma semplicemente e legittimamente le luminarie natalizie a favore di una zona sovente trascurata dall’amministrazione comunale.
Purtroppo, nella goffa concezione dei Trump de noantri, i cittadini sono sudditi: non hanno diritto al dissenso e devono subire le peggiori iniquità. Noi non ci stiamo e diciamo che il PD sarà sempre a fianco dei cittadini di Sant’Eufemia, a difesa della loro dignità di pensiero e di parola, e sarà sensibilissimo alle loro aspirazioni di crescita e sviluppo.
La successiva minaccia del Sindaco di estromettere l’assessore presunto divulgatore del tribale messaggio vocale è un’ulteriore espressione di una concezione autoreferenziale delle istituzioni, è la classica toppa peggio del buco, che denota anche arroganza verso le critiche politiche, oltre all’incapacità di assumersi le proprie responsabilità. Il Sindaco deve revocare se stesso, dimettendosi e restituendo ai cittadini la libertà di valutazione e parola.
Quanto ai dissidi in Giunta, i partiti della maggioranza dovrebbero essere meno frivoli e prendere atto che un fallimento politico-amministrativo non si risolve cacciando un assessore, ma considerando che le fratture sono incoercibili e non emendabili con atti di forza di un primo cittadino completamente delegittimato e scarsamente credibile.”
Anche il consigliere comunale PD Gennarino Masi ha sottolineato come l’episodio metta in luce tensioni interne alla Giunta e la necessità di ristabilire fiducia e rispetto tra istituzioni e cittadini.
“La diffusione dell’audio del Sindaco di Lamezia Murone, testimonia e conferma il forte decadimento del confronto politico e lo svilimento dei ruoli istituzionali. Nel tentativo di mettere una pezza giustificativa, sostenendo che “straccioni” non fosse riferito ai cittadini, bensì agli esponenti politici locali, il Sindaco ha ulteriormente aggravato la sua posizione nel manifestare disprezzo nei confronti della politica.
La convocazione d’urgenza della Giunta Comunale, non per affrontare il tema della sicurezza, anche alla luce dell’ultimo episodio di cronaca nei confronti di una scuola pubblica, bensì per individuare il colpevole della diffusione dell’audio e revocarlo dall’incarico di assessore, da una parte trasuda tracotanza e protervia dall’altra manifesta tutta la sua debolezza politica. I primi segnali di deterioramento della maggioranza politica di centro destra erano già abbondantemente emersi nell’ultima seduta del Consiglio Comunale. Oggi si apre una crisi politica ed istituzionale dagli sviluppi imprevedibili. E’ uno spettacolo che la città di Lamezia non merita.”
Annita Vitale, consigliere comunale di Azione e segretaria cittadina del partito, interviene sulla vicenda:
“Quanto accaduto impone una riflessione seria. Non per gusto della polemica e nemmeno per atteggiarsi a maestri di morale, ma perché la credibilità delle istituzioni passa anche dal modo in cui chi le rappresenta parla e si comporta.
Il linguaggio utilizzato dal primo cittadino non è un dettaglio. Che fosse rivolto ai cittadini o a esponenti politici che, legittimamente, esercitano il proprio ruolo di opposizione, conta fino a un certo punto: la misura richiesta a chi amministra non è facoltativa e l’esempio deve partire dall’alto.
Non si tratta soltanto di una scivolata di stile. Parole di questo tipo rivelano un’impostazione, un’idea di confronto pubblico e di relazione con la comunità che non possiamo condividere, perché indebolisce il clima civile e logora la qualità del dialogo.
In questo contesto non convince la scelta di minimizzare. Al contrario, sarebbe un segnale chiaro e doveroso presentare pubbliche scuse alla città, ristabilendo un livello di comunicazione coerente con la funzione istituzionale.
Il rapporto tra amministrazione e cittadini si fonda su fiducia, serietà e reciproco affidamento. A rendere il quadro ancora più grave è il fatto che l’audio sia stato diffuso da un assessore: un elemento che lascia intravedere un clima interno tutt’altro che sereno, segnato da tensioni e dinamiche avvelenate, con ricadute inevitabili sulla qualità dell’azione amministrativa. E quella fiducia si costruisce ogni giorno, anche attraverso parole e comportamenti all’altezza della città.”
Il rappresentante provinciale Giuseppe Gullo, interviene chiedendo formalmente le dimissioni del Sindaco Mario Murone e lo scioglimento dell’attuale Giunta Comunale di Lamezia Terme:
“La nostra posizione nasce dall’ascolto diretto e costante delle istanze dei cittadini, che noi Liberali raccogliamo e rappresentiamo senza mai strumentalizzare nulla e nessuno. Non parliamo per interesse personale né per tornaconti politici: noi non rappresentiamo noi stessi, ma i quartieri e le persone che quotidianamente vivono il territorio. È doveroso ricordare che I Liberali hanno partecipato attivamente all’elezione di questa Giunta, contribuendo con propri candidati al successo del capolista vincente. Eppure, una volta eletti, il Sindaco e l’intera Giunta ci hanno abbandonati a noi stessi, non in termini di gratificazioni o incarichi politici – che non abbiamo mai preteso – ma in termini di attenzione concreta verso i quartieri e i loro bisogni reali. In particolare, Sant’Eufemia rappresenta il biglietto da visita della città di Lamezia Terme: ospita un aeroporto internazionale, una stazione ferroviaria centrale, decine di B&B e strutture ricettive, ed è il primo impatto per turisti e visitatori. Eppure, alle porte delle festività natalizie e persino nella giornata dell’Immacolata, il quartiere si è presentato spoglio, privo di luminarie, buio e senza alcun segnale di accoglienza. Di fronte alle giustificazioni del Sindaco che parla di “ritardi”, ci chiediamo: ritardi solo per Sant’Eufemia e non per Nicastro? Un trattamento che rafforza un’amara e umiliante percezione: quella di essere considerati cittadini di serie B. Se in passato avevamo solo l’impressione di essere trattati come “straccioni”, oggi ne abbiamo avuto purtroppo la piena conferma. Noi non ci sentiamo straccioni e non accettiamo che un quartiere strategico per l’immagine dell’intera città venga sistematicamente trascurato e mortificato. Questo è uno dei tanti motivi che spinge sempre di più verso la visione di una Città Metropolitana Lamezia-Catanzaro. Per queste ragioni, politiche e morali, chiediamo con fermezza le dimissioni del Sindaco Mario Murone e lo scioglimento di una Giunta Comunale che ha dimostrato di non saper garantire equità, attenzione e rispetto a tutti i territori della città.”
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Audio Sindaco: dichiarazioni e commenti
Si infiamma la polemica politica a Lamezia Terme dopo la diffusione di un audio attribuito al sindaco Avv. Murone, nel quale il primo cittadino utilizza il termine “straccioni”. L’audio, secondo quanto riportato, sarebbe stato diffuso da un componente della Giunta, scatenando varie reazioni.
I rappresentanti del PD, tra cui il segretario cittadino Vittorio Paola, il presidente Luigi Muraca, il capogruppo Fabrizio Muraca e il segretario dei Giovani Democratici, Angelo Curcio, hanno denunciato un “forte deterioramento del confronto politico” e invitano il Sindaco a riflettere sulla gravità delle sue parole.
Anche il consigliere comunale PD Gennarino Masi ha sottolineato come l’episodio metta in luce tensioni interne alla Giunta e la necessità di ristabilire fiducia e rispetto tra istituzioni e cittadini.
Annita Vitale, consigliere comunale di Azione e segretaria cittadina del partito, interviene sulla vicenda:
Il rappresentante provinciale Giuseppe Gullo, interviene chiedendo formalmente le dimissioni del Sindaco Mario Murone e lo scioglimento dell’attuale Giunta Comunale di Lamezia Terme:
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