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Doris Lo Moro: “No agli accordi tra eletti e sulla base di tessere fasulle”

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“Al Piccolo” in Piazza Mazzini si è tenuta una conferenza stampa sulla situazione politica, alla vigilia dei congressi provinciale e cittadino del Partito Democratico. All’incontro convocato da Doris Lo Moro, candidata per la coalizione del centrosinistra alle ultime elezioni amministrative di Lamezia, hanno partecipato consiglieri eletti e candidati del PD nonché i giornalisti. Tra il pubblico molti candidati di altre liste della coalizione di centrosinistra.

“Intanto non vogliamo il partito degli eletti l’ho detto chiaramente – ha dichiarato durante l’incontro la Lo Moro – e un accordo con me non sarebbe stato possibile, non sarei stata disponibile a qualsiasi accordo, ci voleva una riunione di partito. Io ancora mi ricordo com’erano fatti i partiti, mi ricordo cos’erano i leader, come piangevamo ai loro comizi perché ci emozionavamo, a quella politica faccio ancora riferimento anche se sono passati tanti anni.

Con me accordi da eletta e accordi dove strumentalizzo i voti dei candidati non esistono – ha proseguito- oramai il PD è diventato il partito delle tessere. Cosa sono le tessere?  Sono due o trecento tessere che si fanno valere sul piatto ma che dopo alle riunioni di partito non ci sono mai, perché si prendono gli accordi sulla base di quel peso specifico e poi alle riunioni ci sono solo quaranta persone che alzano la mano. Questo sistema non va”.

A fine conferenza abbiamo posto anche questa domanda:

Adesso cosa succederà al Congresso cittadino? 

“In questo momento escluderei che ci sia un candidato unitario. Ci misureremo, vedremo il dà farsi. Intanto, al provinciale non abbiamo aderito a nessuna candidatura.

Con molta sincerità gli organismi di partito sono fondamentali, io in questa fase della mia vita ci terrei a dare una mano più ai partiti della coalizione e al mio partito che a fare cose per conto mio.

Sono anche soddisfatta di quello che ho fatto fino ad adesso e fare il capo dell’opposizione non è cosa da poco. Credo debba essere detta qualche parola di verità su questo, quando un gruppo anche locale ha le idee chiare non c’è segretario di federazione che regga. Si va avanti lo stesso”.

 

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