Un altro sabato da dimenticare per il titolare di un autolavaggio a Lamezia, Giancarlo Butera che racconta con voce rotta e decisa l’ennesimo episodio di violenza e intimidazione subito nel suo luogo di lavoro.
«Sabato mattina, appena arrivato in attività, ho trovato alcune macchine del mio autolavaggio fuori uso. Erano state vandalizzate, come ormai accade da parecchi mesi. Ho perso un paio d’ore per sistemarle, poi abbiamo lavorato ininterrottamente per tutta la giornata – il sabato è la giornata clou dell’autolavaggio.»
Ma è quando si apprestava a chiudere l’attività che la giornata ha preso una piega pericolosa.
«I miei dipendenti erano già andati via, io ero rimasto da solo. Sentivo dei rumori provenire dalla zona degli aspiratori, come se qualcuno stesse prendendo a pugni le macchinette. Mi sono avvicinato e ho detto al cliente presente di smettere, perché le macchine si rompono. Era un uomo di etnia rom. Purtroppo, da una parola all’altra, abbiamo iniziato a litigare.»
«Mentre discutevamo, da dietro mi è arrivato un secondo uomo, all’improvviso, con una cinghia in mano. Mi ha colpito alla spalla. Ho reagito, siamo venuti alle mani. Mentre litigavo con quello davanti, quello dietro ha preso un palo dalla macchina e me l’ha scagliato addosso.»
«Ho avuto paura, onestamente. Avevo anche il borsello con l’incasso della giornata. Per fortuna c’erano altre persone nei paraggi che mi hanno aiutato ad allontanarmi e mi hanno accompagnato fino alla macchina. Poi loro sono andati via immediatamente.»
Ha ricevuto solidarietà dopo l’accaduto?
«Sì, assolutamente. Tantissime persone, anche da fuori Lamezia, mi hanno espresso solidarietà. L’associazione antiracket di cui faccio parte mi è stata subito vicina. Già questa sera abbiamo una riunione per affrontare anche questo problema.»
Le forze dell’ordine la stanno tutelando?
«Io ho fiducia nel loro operato. Mi sono sempre stati vicini, anche in passato. La scorsa estate, ad esempio, ho subito danni per oltre 20.000 euro. Avevo anche pensato di chiudere. Ho sporto subito denuncia, le forze dell’ordine sono fondamentali in questi momenti.»
Pensa che episodi simili accadano anche ad altri imprenditori della zona?
«Sì, assolutamente. Non accadono solo a me. Ho sentito molte testimonianze simili. Secondo me è fondamentale non abbassare la guardia. Bisogna denunciare sempre, non dobbiamo permettere che queste persone pensino di poterci mettere sotto, di poterci controllare. Noi non abbiamo bisogno di loro. Dobbiamo sentirci protetti e difendere le nostre attività.»
Cosa si sente di dire in questo momento così difficile?
«Lo so, ci sono problemi molto gravi nella nostra terra, ma il buon esempio parte dalle piccole azioni. La paura c’è, è inutile negarlo. Ma con le mie forze, con quelle della mia associazione e delle forze dell’ordine, dobbiamo andare avanti. Dobbiamo difendere il nostro territorio, garantire un futuro dignitoso a chi lavora onestamente e, soprattutto, ai nostri figli.»




