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Contratto di secondo livello, Faisa-Cisal accusa la Lamezia Multiservizi di mancata concertazione

Multiservizi- nuova sede

Il sindacato Faisa-Cisalmanifesta il proprio dissenso rispetto allatteggiamento assunto dalla Lamezia Multiservizi s.p.a. avuto riguardo alla mancata concertazione sul contratto di secondo livello. Già a far data maggio 2024, è stata inoltrata alla Socie una bozza di accordo che, nella sostanza, non è mai stata oggetto di un confronto di merito tra le parti, a causa di ciò che, di fatto, è risultata unindisponibilità aziendale a tale riguardo. La Lamezia Multiservizi s.p.a. si è limitata, difatti, ad una valutazione alquanto superficiale della bozza, preferendo concentrarsi su altri temi meno impegnativi sui quali ha spostato l’attenzione delle Organizzazioni sindacali”. Lo scrivono il segretario regionale e provinciale Francesco Antonio Sibio e Domenico Marchio.

Ciònon impedisce tuttavia alla FAISA CISAL – aggiungono di evidenziare e rivendicare con ferma convinzione limportanza di tutte quelle tematiche del lavoro che sono ricomprese nel testo destinato a disciplinarle, ossia nella bozza elaborata da questa stessa Associazione e presentata allAzienda per una congiunta disamina finalizzata alla conclusione di un accordo condiviso su attività accessorie, personale inidoneo, premio di risultato ed altri temi. La scarsa disponibilità aziendale, chiaramente emersa nel corso delle (poche) interlocuzioni promosse, ha avuto quale primaria conseguenza quella di deludere i lavoratori rispetto alla possibilità di addivenire ad unintesa tra le parti in un clima di collaborazione. Ciò pare abbia avuto anche un ulteriore effetto, ossia lo scoramento che abbiamo colto negli stessi lavoratori che, a distanza di quasi due anni, si trovano a dover decidere se instradarsi nella via dello sciopero per vedere soddisfatte aspettative legittime, ovvero cedere alla rassegnazione ed accettare lo status quo di un contesto lavorativo che più che fornire risposte, genera incertezze”.

LaFAISA CISALprecisano Sibio e Marchioresta comunque ferma nella propria idea di concertazione a trecentosessanta gradi e non sottoscriverà accordi che siano limitati alle sole materie che l’azienda intende normare, confondendo e di fatto sostituendo quella disciplina organica che è laccordo aziendale sulle materie complessivamente a tale livello demandate dal CCNL, con verbali di intesa su questa o quella data materia. Su queste basi, attendiamo segnali di disponibilità aziendale ad un confronto, che sia apprezzabile, e di impulso da parte dei lavoratori”– concludono i sindacalisti.

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