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Alcol e minorenni nella movida: il giudice Barbieri richiama locali e famiglie, serve responsabilità condivisa

Massimo Barbieri

Il dott. Massimo Barbieri, giudice onorario del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, lancia un forte segnale di attenzione sul fenomeno dell’abuso di alcol da parte di minorenni durante la movida.

“Registriamo un aumento preoccupante di casi legati al consumo di alcolici da parte di ragazzi sotto i 18 anni, spesso con conseguenze sanitarie e legali gravi” dichiara Barbieri che aggiunge come “i locali notturni sono il primo presidio di legalità sul territorio, ma da soli non bastano. Serve un patto di corresponsabilità che coinvolga anche le famiglie.”

Il richiamo ai gestori-  Il magistrato onorario indica tre azioni urgenti per i locali:

1. Verifica sistematica dell’età tramite documento d’identità all’ingresso e al bancone 2. Formazione obbligatoria del personale sul divieto di vendita e somministrazione di alcolici ai minori 3. Collaborazione attiva con le Forze dell’Ordine per segnalare e prevenire situazioni a rischio. Vendere alcolici a un minore non è una leggerezza, è un reato ricorda Barbieri. L’art. 689 del Codice Penale prevede l’arresto fino a un anno e sanzioni pecuniarie, oltre alla sospensione o revoca della licenza.

Il ruolo chiave della famiglia– Barbieri sottolinea che la prevenzione inizia in casa: “Il dialogo con i figli non può essere delegato. I genitori hanno il dovere di informare sui rischi dell’alcol, dare l’esempio e vigilare sulle frequentazioni e sugli orari. Un minore che beve è un campanello d’allarme che riguarda prima di tutto la famiglia.” Il giudice invita i genitori a non sottovalutare le “prime bevute”.
“Quando un ragazzo finisce davanti al Tribunale per i Minorenni, significa che tutta la rete educativa ha fallito. Dobbiamo intervenire prima.”

Responsabilità condivisa: nessuno si può chiamare fuori-  L’appello del Tribunale per i Minorenni è rivolto a tutti gli attori del territorio: locali, famiglie, Amministrazioni Comunali. La prevenzione è un patto collettivo. Il Tribunale interviene quando il danno è già avvenuto. L’obiettivo, insieme, è evitarlo.”

Barbieri invita le associazioni di categoria a promuovere codici di autoregolamentazione e le famiglie a partecipare a incontri formativi sul tema. Una movida sicura tutela i ragazzi, le famiglie e gli stessi imprenditori. Dire no a un minore oggi significa proteggere il suo futuro e l’attività di chi lavora onestamente.”

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