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Anche la comunità islamica lametina ha celebrato oggi la fine del Ramadan

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Anche la comunità islamica lametina, oggi, ha celebrato la fine del Ramadan, il mese sacro dei musulmani che  corrisponde al nono mese del calendario islamico, in cui i musulmani ricordano la prima rivelazione del Corano a Maometto.  In tanti hanno partecipato, presso il parco Mastroianni, all’Eid al-Fitr, (chiamata Salat al-Eid), cioè alla preghiera comunitaria speciale celebrata al mattino, poco dopo l’alba, proprio per segnare la fine del Ramadan. Prima della preghiera, i musulmani donano la “Zakat al-Fitr“, una carità obbligatoria per i bisognosi, assicurando che tutti possano celebrare la festa.

Il Ramadan non è una “pratica liturgica” fine a se stessa, fatta di digiuno quotidiano, rottura del digiuno e preghiere. Per i musulmani, astenersi dal cibo in questo periodo è essenziale per immergersi in una profondità spirituale che, sommata alla preghiera e alla riflessione, avvicina il fedele al Divino.

In questo tempo, infatti, sperimentando la fame e astenendosi da tutta una serie di comportamenti, i credenti riflettono sul significato dell’essenziale, imparano a fare a meno del superfluo e a comprendere l’importanza di ciò che si ha, sviluppando empatia per il prossimo.

Il digiuno, infatti, aiuta a sentire” la fame del povero, attraverso la prova fisica, mentre il digiuno della parola e dei comportamenti in generale invita a limitare parole e azioni inutili o dannose. In questo modo, il Ramadan diventa una vera e propria lezione di autocontrollo, disciplina e purificazione.

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