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Lettera Aperta – Il “muro di gomma” del Comune di Lamezia

PanoramaLamezia

Un lettore ci invia una lettera firmata su una problematica che ha riscontrato contattando l’ufficio anagrafe:
Egregio Direttore,
Le scrivo per denunciare un caso di malcostume amministrativo che sta trasformando un diritto
fondamentale in un incubo per un nucleo familiare della nostra città.
Dal 3 febbraio scorso, una famiglia con due figli minori è ufficialmente “fantasma” per il Comune di Lamezia
Terme. Nonostante la regolare istanza di residenza (pratica ANPR n. 35685630) per un immobile in via Pietro
Nenni, la pratica giace immobile nei cassetti comunali. L’art. 18 del D.P.R. 223/1989 imporrebbe l’iscrizione
entro 2 giorni, ma qui siamo al tredicesimo giorno di silenzio assoluto.

 

La motivazione ufficiosa sarebbe l’assenza di un dato catastale definitivo. Un paradosso, visto che l’immobile
è regolare e il ritardo nell’accatastamento dipende proprio dal Comune che non emette i decreti di
esproprio dei terreni da quarant’anni.

 

È qui che emerge la gravità dei fatti: a quanto pare, ci troviamo di fronte a una prassi consolidata e
arbitraria dell’Ufficio Anagrafe. Sembrerebbe che l’Ente utilizzi il diritto alla residenza come indebito
strumento di coercizione, negando un diritto soggettivo per costringere i proprietari degli immobili a
regolarizzare pendenze urbanistiche o catastali spesso generate dall’inerzia dello stesso Comune.
Si tratta di un vero e proprio “ricatto amministrativo” in cui i cittadini vengono usati come ostaggi. La
legge è chiara: l’anagrafe deve solo registrare dove una persona vive.

 

Non ha il potere di farsi “giudice” urbanistico, né può sospendere i diritti civili di una famiglia per sollecitare pratiche edilizie. Il prezzo di questa strategia lo pagano i più deboli. Senza residenza, questi due bambini sono privati del
pediatra di base e delle tutele sociali. È inaccettabile che dei minori siano resi “invisibili” per una prassi
d’ufficio che scavalca la legge dello Stato.

 

A fronte di questa inaccettabile inerzia, ho già notificato un ultimatum via PEC al Comune e al Prefetto. Se
entro le prossime 24 ore la situazione non verrà sbloccata, mi recherò presso i Carabinieri per depositare
formale denuncia-querela per Omissione di Atti d’Ufficio (Art. 328 c.p.).
Confido nella Sua sensibilità per dare voce a chi oggi, a Lamezia, è stato cancellato da una prassi burocratica
abusiva.

lettera firmata
Socio assegnatario Cooperativa Alda

Come redazione siamo a disposizione dei responsabili dell’Ufficio Anagrafe del comune per l’eventuale replica o spiegazioni sulla questione evidenziata dal cittadino.

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