Dopo una prima lettera in cui evidenzia l’inerzia dell’ufficio anagrafe rispetto ad una problematica di attestazione di residenza (vedi articolo pubblicato)un cittadino lametino aumenta la dose di comunicazione questa volta inviando una lettera direttamente al sindaco ed al segretario generale del comune nonchè alla stampa.
“Illustrissimo Signor Sindaco,
Le scrivo in qualità di proprietario dell’immobile sito in Via xxxxxxxx, per portarLa a conoscenza della scandalosa condotta dei Suoi uffici che sta esponendo l’Ente a gravi responsabilità civili e penali.
Da oltre due settimane, l’Ufficio Anagrafe nega l’iscrizione residenziale a una famiglia con due bambini piccoli, regolarmente titolare di un contratto di locazione registrato. Il motivo addotto verbalmente — l’assenza di un subalterno catastale dovuto a procedure di esproprio mai concluse dal Comune negli ultimi 40 anni — è giuridicamente aberrante.
L’Ufficio Anagrafe nonostante i ripetuti solleciti, continua a insistere su una presunta “difformità catastale” dell’immobile come causa ostativa. Tale pretesa è totalmente priva di fondamento giuridico. Come confermato da costante giurisprudenza (es. Cassazione Civile n. 14341 e Consiglio di Stato n. 4403), l’Ufficiale d’Anagrafe ha l’obbligo di registrare la realtà di fatto (la dimora abituale) e NON ha alcun potere di sindacato sulla regolarità urbanistica o catastale dell’immobile, che attiene a procedimenti del tutto distinti.
Inoltre, subordinare la residenza a verifiche catastali viola:
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L’Art. 2 della Costituzione (Diritti inviolabili dell’uomo);
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L’Art. 16 della Costituzione (Libertà di movimento e soggiorno);
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Il D.P.R. 223/1989 (Regolamento Anagrafico), che impone l’iscrizione per il solo fatto della dimora abituale. L’unico vincolo di legge è l’Art. 5 del D.L. 47/2014, che vieta la residenza solo per chi occupa abusivamente (senza titolo) un immobile. Nel caso di specie, l’inquilino possiede un regolare contratto di locazione registrato, che costituisce titolo legittimo e insindacabile.
L’ostruzionismo dei Suoi uffici sta ledendo il diritto alla cittadinanza degli istanti, inteso come diritto all’identità civile e all’accesso ai servizi essenziali. È gravissimo che l’amministrazione neghi diritti fondamentali ai minori basandosi su cavilli catastali figli, peraltro, di un’inadempienza quarantennale del Comune stesso sulle procedure di esproprio.
Signor Sindaco, i Suoi uffici stanno usando l’inerzia quarantennale del Comune come clava per negare i diritti civili ai cittadini. Le ricordo che l’iscrizione anagrafica è un atto dovuto basato sulla dimora abituale e non può essere subordinata a verifiche urbanistiche o catastali (ex multis Consiglio di Stato, Sez. V, n. 4403).
Informo la S.V. che i tentativi di risoluzione “informale” pervenuti telefonicamente dai Suoi uffici (compresa l’ultima chiamata intercorsa con la moglie dell’inquilino, palesemente volta a scoraggiare la pratica con motivazioni pretestuose) saranno oggetto di valutazione da parte delle autorità competenti.
Vista la gravità dei fatti, La informo che:
Qualora entro l’orario di chiusura degli uffici comunali di questo venerdì il sottoscritto non riceverà una notifica formale di accoglimento della pratica o, in alternativa, un diniego scritto e motivato con i precisi articoli di legge (non circolari interne o prassi locali illegittime), provvederò senza ulteriore avviso a:
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Sporgere denuncia-querela presso la Procura della Repubblica per Omissione di atti d’ufficio (Art. 328 c.p.) e Interruzione di pubblico servizio sanitario;
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Inviare l’intero dossier alle redazioni di Striscia la Notizia e Le Iene, oltre a fornire i dettagli dell’ostruzionismo burocratico ai quotidiani nazionali, essendo la stampa locale già ampiamente informata del caso.
Signor Sindaco, ho piena fiducia nella Sua figura affinché possa rimettere ordine a queste pratiche amministrative, dovute probabilmente a negligenza professionale e sciatteria da parte di chi oggi considera il proprio lavoro solo un “posto fisso”, consolidate negli anni all’interno dei Suoi uffici. Essendo Lei in carica da giugno 2025, è pacifico che non possa avere responsabilità oggettiva su tali dinamiche pregresse; tuttavia, oggi è l’unico che può e deve intervenire per porre fine a un ostruzionismo che calpesta il diritto alla cittadinanza di un nucleo familiare con due minori.
In ultimo, invito la S.V. a disporre, se lo ritiene opportuno, tutti i controlli tecnici e urbanistici del caso sull’immobile. Risulta infatti paradossale, oltre che amministrativamente sospetto, che in ben 40 anni il Comune non abbia mai rilevato irregolarità né elevato sanzioni se la responsabilità del mancato accatastamento fosse realmente imputabile alla proprietà e non, come è noto, all’inerzia dell’Ente nel completare le procedure di esproprio dei suoli.
È inaccettabile che il Comune di Lamezia Terme ‘si svegli’ solo oggi, utilizzando un proprio inadempimento storico come scudo per negare diritti costituzionali ai cittadini. Se l’immobile è idoneo a pagare i tributi locali da decenni, deve essere idoneo anche a garantire la residenza a chi vi dimora.
Confido in un Suo immediato intervento risolutivo.
Distinti saluti.”
Lettera firmata.


