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Fede e tradizione: a Lamezia si chiude la Terza Edizione del Presepe Vivente della Parrocchia Santa Maria Degli Angeli

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Le persone si chiedevano se fossero dei veri dei falegnami. E’ rimasto il dubbio. Ma questo è certo: non si potevano disturbare, erano troppo concentrati. A man mano che ci si allontanava dalla loro bottega, i rumori si placavano, riprendeva l’atmosfera magica, arrivando alla “bottega du Canestratu e du Ciabbattinu”, Giulia Bevilacqua e Sofia Pulici, impagliavano ogni giorno sedie di diverse dimensioni, scope e all’occorrenza laminavano le suole delle scarpe, sistemavano qualche sandalo e cambiavano le cuciture in pelle, facendo riprendere vita a calzature ormai in disuso. Intanto dalla stanza accanto esalava un forte odore di vino, proveniva dall’osteria, un ristorante cinque stelle del passato, tra nduja, salame, pane tostato con olio e “alivi ammaccati”, Barbara Russo, Francesco Emanuele, Giulia Pandolfo, Giosuele Cerra, deliziavano i palati dei visitatori, non solo un semplice punto di ristoro, ma un luogo in cui giocare a carte, scambiare quattro chiacchiere in compagnia di un calice di vino e lasciarsi trasportare dai ricordi del passato a lume di candele che ardevano senza sosta.

Ma il fulcro di tutto, il vero motivo che ha spinto i re Magi a partire in fretta ed in furia da molto lontano e anche tutti i visitatori non stava certo in queste stanze, bisognava camminare anche un altro pò, lontano dai rumori del mondo, lontano dagli occhi indiscreti della gente intenta solo a lavorare, bisognava entrate ancora una volta in un’altra dimensione, più intima, più spirituale, solo la stella cometa indicava dove era possibile trovarla. E lì ad aspettare i visitatori c’era San Giuseppe (Gianmarco Romano), Maria (Elisabeth Cerra) ed il piccolo Antonio nelle vesti di Gesù Bambino, I Magi in adorazione (Nicola e Rosario Fazio, Francesco Cerra). La mangiatoia era sorvegliata da tre pastorelli, Giovanni Torcasio, Samuel Iannello, e supervisionata incessantemente da un angioletto che ricordava a tutti di fare silenzio quando si entrava (Salvatore Scuglia) L’iniziativa dei ragazzi dell’oratorio aveva un duplice scopo: volendo mettere in scena la nascita di Nostro Signore si è tentato di dare vita ad un cammino spirituale, passeggiando tra le varie botteghe ma avendo nel cuore sempre un’unica meta: Nostro Signore, non a caso l’itinerario prevedeva come ultima tappa, in un ambiente più raccolto e distante dagli altri, la visita alla grotta. Il secondo intento era riportare in vita costumi, tradizioni e antichi mestieri che, a causa del progresso tecnologico, stanno oramai cadendo nel dimenticatoio.

A questo proposito, è stato fondamentale il contribuito di alcune famiglie lametine , in particolare Aiello, Bentornato, Bevilacqua, Montesanti, Russo, Scuglia, Verso, che hanno donato per l’occasione quanto di più antico avessero in casa – utensili, stoffe, abiti – custoditi come antichi cimeli, affinché potessero riprendere vita tornando al loro antico splendore e dando un tocco di autenticità al presepe. RINGRAZIAMENTI Come gruppo oratorio ci teniamo particolarmente a ringraziare il parroco, Fra Biagio Bonasso, al nostro fianco in qualsiasi attività non facendoci mai mancare la fiducia e il supporto nelle nostre iniziative; il Capostatuario Franco Caruso che ogni anno si cimenta nella realizzazione della grotta con grande passione e spirito artistico, sapendo coniugare la semplicità della tradizione con l’accuratezza dei minimi particolari dando vita a creazioni in grado di stupire chiunque le osservi grazie anche ad uno straordinario gioco di luci. Ogni anno il suo contributo è fondamentale ai fini realizzativi, accompagnato da Antonio Cavalieri altra colonna portante in fase realizzativa. Il gruppo mamme, presenza costante del presepe sin dalla prima edizione, ogni anno con tanto amore degustano i palati dei visitatori con le loro gettonate grispelle e qualche altra prelibatezza culinaria, se l’atmosfera è più dolce il merito è anche loro. Maria I. Scimone che ha curato nei minimi particolati i costumi dei Re Magi, affinché potessero essere degni del ruolo che rappresentavano, i sinergia con Annalisa Nicotera capace di trasformare ogni stoffa in un capo sartoriale pregiato. I bambini del catechismo che nel corso dei vari giorni hanno preso parte all’iniziativa e si sono alternati nei vari ruoli, vederli gioiosi e desiderosi di continuare questa esperienza non può che renderci fieri e dimenticare la stanchezza dei preparativi: Gabriella, Gianmarco, Giovanni, Giosuele, Leirè, Salvatore, Samuel, Sveva.

Tutti i visitatori che anche quest’anno ci hanno dimostrato tutta la loro partecipazione per questo evento, venendoci a trovare anche più volte nel corso delle varie rappresentazioni: sentire i loro commenti positivi, guardare i visi sorridenti passeggiando tra le varie botteghe, ci ha riempiti di gioia e voglia di migliorare. Per tutto ciò ringraziamo il Signore che ha lavorato nei nostri cuori, donandoci armonia e spirito di comunione, affinché tutti potessimo dare vita a questo evento. Siamo giunti così al termine della III edizione del Presepe Vivente, esperienza senza tempo il cui fulcro è stato l’amore di Nostro Signore appena nato. Coloro che non hanno avuto la possibilità di essere presenti nel corso della rappresentazione, potranno vederne il servizio realizzato dall’emittente televisiva locale “Esse Tv”.

 

Fonte Francesco Emanuele 

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