Ad uccidere, nella notte dello scorso 23 ottobre in località Ginepri, il 52enne Emiliano Torcasio (fotino a sinistra) è stato un solo colpo al collo, sferrato con estrema ferocia, che ha reciso giugulare e carotide. E’ la risultanza dell’autopsia disposta dal sostituto procuratore Vincenzo Quaranta ed eseguita dal medico legale Aquila Villella. La vittima, colpita di sorpresa, sarebbe deceduta per dissanguamento, in meno di cinque minuti. Sul corpo non è stato infatti trovato nessun altro segno.
Come si ricorderà il corpo di Torcasio , che giaceva in una pozza di sangue, è stato notato intorno all’una e mezza di quella notte da alcuni passanti che hanno subito allertato le Forze dell’Ordine. Ad uccidere Torcasio il 30enne Pasquale Colelli (fotino a destra), che si è presentato alla caserma dei carabinieri, accompagnato dal suo legale, ammettendo le proprie responsabilità e fornendo ai militari e al magistrato, dettagli cruciali sull’accaduto.
I due, secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, in base alle dichiarazioni rese da Colelli, si conoscevano da tempo e avevano trascorso la serata insieme in un bar, per poi allontanarsi e raggiungere il lungomare, dove è avvenuto il delitto. Colelli, disoccupato, ha raccontato che tra lui e la vittima è nato un alterco, da l’azione violenta del trentenne, che avrebbe utilizzato un coltello presente nell’auto di Torcasio.
Colelli ha poi raccontato agli inquirenti di aver gettato in mare il coltello e poi di aver chiamato un parente per poter tornare a casa. Subito dopo l’interrogatorio, i militari dell’Arma hanno eseguito una perquisizione domiciliare a casa di Colelli, dove hanno rinvenuto una maglietta sporca di sangue.




