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Base Canadair trasferita a Crotone, on. Furgiuele: Lamezia non è penalizzata

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Il trasferimento della base dei Canadair da Lamezia Terme a Crotone è ormai ufficiale. A confermarlo è stato il sottosegretario Prisco rispondendo a interrogazioni parlamentari. Tuttavia, al momento, l’operazione risulta bloccata: la gara d’appalto a Crotone è ferma e questo potrebbe aprire uno spiraglio per tentare di far recedere Sacal dalla decisione.

Sul tema su invito di City one interviene l’on. Domenico Furgiuele, segretario della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, che invita ad abbassare i toni e ad analizzare la questione partendo dai numeri, dal ruolo di Sacal e dalla visione strategica complessiva del sistema aeroportuale regionale.

«Prima di tutto voglio spiegare e chiarire alcuni aspetti. Ci troviamo in una condizione nella quale Sacal gestisce i tre aeroporti regionali. Non è più soltanto la società di gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme, ma una società che opera su scala regionale. All’interno di questa gestione è stato definito un piano industriale che prima non esisteva: un piano che prevede sviluppo infrastrutturale, crescita delle tratte e, soprattutto, sviluppo economico. Sacal gestisce valore e deve produrre utili».

Furgiuele richiama i numeri: «Con l’ingresso dell’amministratore unico Franchini, la società è passata da una perdita di circa 8 milioni di euro a un utile di oltre 8 milioni. Guardando i dati, si potrebbe quindi avere una visione più positiva rispetto alle polemiche di questi giorni».

Secondo il parlamentare, il dibattito pubblico presenta diverse imprecisioni: «Facciamo chiarezza: il trasferimento di un servizio di questa importanza non può dipendere solo dalla società di gestione aeroportuale. È una decisione che nasce da un accordo tra tre ministeri: Ministero dei Trasporti, Ministero dell’Economia e Ministero dell’Interno».

Il servizio Canadair, ricorda Furgiuele, è gestito dalla Calabria anche per altre tre regioni. «C’è stata una gara e altre regioni o altre società di gestione aeroportuale non si sono certo contese questo servizio. Oggi stiamo parlando di un’attività che ha una ricaduta sul territorio pari all’impiego di circa otto persone. Dall’altra parte, però, c’è la prospettiva di spostare il servizio sull’aeroporto di Crotone. L’aeroporto di Lamezia Terme, quest’estate, ha registrato oltre 40 voli al giorno. L’aeroporto di Crotone ne registra due. Ma le spese di Crotone non ricadono sulla città di Crotone: ricadono sempre sulla società di gestione aeroportuale, che ha come fulcro Lamezia Terme. Se spostiamo i Canadair a Crotone, per un servizio che impiega appena dieci minuti a raggiungere il nostro territorio e che serve anche Basilicata, Puglia e Sicilia, liberiamo spazio operativo a Lamezia Terme. Parliamo di investimenti per 120 milioni di euro per l’ampliamento dell’area arrivi, così come già avvenuto per le partenze».

Furgiuele sottolinea il salto di qualità infrastrutturale dello scalo lametino: «Oggi abbiamo una stazione partenze all’avanguardia. Io viaggio molto e posso dire che è all’altezza di Malpensa».

Il tema della condivisione delle decisioni resta centrale. Anche il sindaco di Lamezia, Murone, ha fatto notare che una visione di questo tipo deve essere condivisa con tutti i soggetti pubblici che compongono Sacal, tra cui il comune di Lamezia:

«Questa decisione non nasce oggi. Mi chiedo: c’è stata una riunione? Sono stati coinvolti tutti gli attori? Io so che una riunione c’è stata. Bisognerebbe andare a vedere i verbali e verificare chi ha partecipato».

Furgiuele chiarisce un punto fondamentale: «Questo non è un servizio che riguarda solo una città. Riguarda quattro regioni. Dobbiamo volare alto».

Poi l’invito a guardare al futuro: «L’aeroporto di Lamezia Terme ha attratto Ryanair, che investirà nelle infrastrutture di manutenzione per il Mediterraneo. Parliamo di circa 300 persone che oggi si stanno formando a Bergamo e che verranno a lavorare a Lamezia Terme».

Un altro aspetto spesso sottovalutato è quello operativo: «Quando deve decollare un Canadair, tutti gli altri voli vengono ritardati. È un servizio a priorità assoluta. Succede a Cagliari, succede a Genova. Non sono problemi, sono prerogative del servizio. Ma questo incide sulla gestione di un aeroporto internazionale. Spostare il servizio a Crotone significa far lavorare uno scalo che oggi rappresenta un buco nel bilancio e liberare Lamezia Terme per attrarre voli intercontinentali e vettori ad alto valore economico. Sacal oggi è in attivo, rispetto al 2022, di oltre 8 milioni di euro. Dobbiamo chiederci cosa vogliamo per Lamezia: uno sviluppo strategico o mantenere un servizio che coinvolge poche unità e che può essere efficacemente spostato».

Infine, Furgiuele ribadisce: «Non parteggio per una parte o per l’altra, ma sto dalla parte dei numeri, dei fatti e della verità. E parlo con la responsabilità di chi ricopre un ruolo nella Commissione Trasporti della Camera dei Deputati».

 

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