“L’apertura dello spazio di preghiera per gli studenti musulmani all’Università Magna Graecia di Catanzaro non è – e non deve diventare – motivo di scontro politico o identitario”- dichiara Francesco Grandinetti, Pd Lamezia.
“È un gesto di civiltà, di rispetto e di inclusione. Per questo appoggio pienamente la posizione del rettore Giovambattista Cuda, che con lucidità ha difeso la scelta dell’ateneo: “Non è stata aperta una moschea – ha spiegato il rettore – ma semplicemente uno spazio di raccoglimento, una musalla, dove chi lo desidera possa pregare nel silenzio e nel rispetto delle regole”.
Eppure, da giorni assistiamo a una polemica alimentata dalla Lega che, anziché educare alla convivenza, preferisce parlare alla pancia dei cittadini. Si è arrivati perfino a portare la questione in Parlamento accusando l’università di aver realizzato una moschea clandestina. Una ricostruzione falsa, smentita con chiarezza dallo stesso rettore: l’unica cosa rimossa sono state le targhe esterne con la scritta “Moschea”, per evitare strumentalizzazioni e fraintendimenti. Lo spazio resta aperto, perché – come ha ricordato il rettore – l’università è “un luogo di inclusione, che raccoglie persone, colleghi e studenti provenienti da tutto il mondo”.
È paradossale, quasi un ossimoro, che proprio in Calabria – terra storicamente accogliente – il primo partito sia oggi la Lega. Un partito che per anni ha denigrato il Sud, salvo poi venire qui a seminare paure verso chi appartiene ad altre culture o religioni. È assurdo che la nostra regione, capace di ospitalità e rispetto, rischi ora di rinnegare sé stessa per inseguire chi divide anziché unire.
Non c’è stata nessuna “sostituzione culturale”, ma un semplice atto di apertura. Nessuno toglie spazio alla religione cattolica o all’identità italiana. Al contrario, si dà dignità a chi vive, studia e contribuisce alla vita universitaria. Dare uno spazio a chi prega non indebolisce l’Italia: la rende più forte, più giusta, più moderna. È la differenza tra chi costruisce ponti e chi alza muri.
Il vero pericolo non è la presenza di una stanza per la preghiera. Il pericolo è l’uso spregiudicato delle religioni per fini elettorali. È fomentare diffidenza, parlare di invasioni, sospettare dell’altro solo perché diverso. Così si alimentano odio e ignoranza, non sicurezza e convivenza.
Chi governa un’università ha il dovere di educare, non di cedere al populismo. E il rettore Cuda, difendendo la libertà di culto riconosciuta dalla Costituzione, ha dato un esempio al Paese: forte, civile, libero. Perché se oggi insegniamo ai giovani a convivere rispettandosi, domani avremo una società migliore. Se invece insegniamo a diffidare e a respingere, domani raccoglieremo divisioni e rancori.
La Calabria- conclude Grandinetti- non può permettersi di perdere la sua anima più autentica: quella dell’accoglienza, della solidarietà, della tolleranza. Difendiamola da chi soffia sul fuoco delle paure. L’Università, aprendo uno spazio di preghiera, non ha indebolito la nostra cultura: ha ricordato a tutti noi cosa significa essere umani, prima ancora che italiani”.
Fonte Francesco Grandinetti Pd




