“Le indiscrezioni su una possibile proroga di un anno dell’attuale gestione del Teatro Grandinetti di Lamezia Terme destano preoccupazione e richiedono chiarezza” – dichiara in una nota Francesco Grandinetti, LAMETIA enonsolo. “Non è una questione personale- prosegue Grandinetti- anche se potrebbe sembrarlo, ma di metodo, legalità e corretta gestione di un bene pubblico. Sono stato zitto fino ad ora, anche se avevo riscontrato tante cose non “legalmente perfette” proprio per non interferire su una stagione teatrale già iniziata a danno dei cittadini, ma ora che è in scadenza il contratto non posso stare zitto.
Il teatro non può essere assegnato per consuetudine né rimanere automaticamente allo stesso gestore oltre la scadenza del 30 aprile. Il Codice dei contratti pubblici è chiaro: l’art. 120 del D.Lgs. 36/2023 consente la proroga solo se prevista nei documenti di gara (comma 10) oppure, in via eccezionale, come proroga tecnica per il tempo strettamente necessario a concludere una nuova gara (comma 11). Una proroga di dodici mesi appare difficilmente compatibile con questa logica, che non può essere usata per rinviare decisioni o evitare procedure pubbliche.
Il nodo è politico e amministrativo: se si vuole una gestione esterna, si faccia una nuova gara aperta e trasparente; se invece si intende valorizzare il teatro come bene comune, si apra una gestione pubblica, con regole chiare e accesso equo per tutte le realtà culturali. In questo quadro è centrale anche il principio di rotazione, previsto dall’art. 49 del D.Lgs. 36/2023, che mira a evitare rendite di posizione e a garantire la partecipazione di più soggetti. Non è solo una regola tecnica, ma una garanzia di pluralismo e apertura, soprattutto per un bene culturale. Una proroga annuale, quindi, dovrebbe essere motivata in modo rigoroso solo se prevista negli atti originari e va dimostrato; se non prevista, il Comune deve chiarire su quali presupposti eccezionali si fonda e quale procedura intenda avviare.
La trasparenza impone scelte chiare, motivate e aperte al confronto. Per questo, una proroga lunga un anno appare una scelta discutibile, mentre la strada corretta resta quella di una nuova gara oppure di una gestione pubblica partecipata e se dovesse servire dare una piccola proroga di qualche settimana per definire le nuove procedure di gara o le nuove decisioni. Il Teatro Grandinetti- conclude- deve tornare a essere una casa della cultura aperta a tutti, non un bene gestito per inerzia. Gara, rotazione e trasparenza sono le basi per restituirlo davvero alla città.
Fonte Francesco Grandinetti LAMETIA enonsolo




