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Lamezia, stasera sull’isola pedonale manifestazione per dire “No al caro carburante”

Manifesto
Il caro carburante è ormai entrato prepotentemente nella vita quotidiana dei cittadini. Ogni rifornimento pesa sul bilancio familiare, ogni spostamento costa di più e per chi utilizza l’auto per lavorare, accompagnare i figli, andare dal medico o semplicemente fare la spesa, rinunciare all’auto spesso non è un’opzione. Sabato 26 settembre, dalle 17:30 alle 20:00, l’Isola pedonale di Corso Giovanni Nicotera sarà il luogo in cui cittadini e promotori proveranno a trasformare il malcontento in una voce collettiva.
Non una semplice protesta da social. Una presenza fisica, pubblica e civile. La domanda che arriva dalla piazza è semplice: quanto ancora dovranno pagare le famiglie prima che il problema venga affrontato concretamente?
I promotori Antonio Vaccaro, Franca Maria Pullia e Lorena Caparrotta con il supporto dell Avvocato Antonietta Veneziano invitano i cittadini a partecipare e hanno coinvolto anche le istituzioni locali. È stato invitato il Sindaco di Lamezia Terme, così come i gruppi consiliari di maggioranza e opposizione, con l’auspicio che possano essere presenti e ascoltare direttamente la voce dei cittadini.
Perché il problema del carburante non riguarda una categoria particolare. Riguarda tutti. Riguarda chi ogni mattina sale in macchina per andare al lavoro. Riguarda una famiglia che deve accompagnare i propri figli. Riguarda un commerciante, un lavoratore autonomo, un dipendente, un pensionato. Ogni euro in più al distributore significa meno risorse nelle tasche delle persone.
Oggi, quindi, la piazza diventa il luogo del confronto- sottolineano gli organizzatori. Senza colori politici. Senza appartenenze. Con una richiesta precisa: che il problema venga ascoltato e che dalle istituzioni arrivino risposte concrete.
Dalle 17:30 alle 20:00 l’Isola pedonale di Corso Giovanni Nicotera sarà il punto di incontro per una protesta civile contro il peso crescente del carburante sulle famiglie e sul lavoro.
Basta lamentarsi. Basta rassegnarsi. Oggi si scende in piazza.
Fonte Antonio Vaccaro

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