È passato più di un mese da quando i consiglieri comunali del Partito Democratico, Lidia Vescio, Fabrizio Muraca e Gennarino Masi, insieme agli altri consiglieri dell’opposizione di centrosinistra, hanno formalmente chiesto la convocazione urgente di un Consiglio comunale aperto dedicato a Scordovillo e al percorso di superamento definitivo del campo Rom. Un’iniziativa assunta nella sede propria della politica e delle istituzioni, con l’obiettivo di riportare una vicenda così complessa nella sede istituzionale più alta della città e consentire un confronto pubblico fondato su atti, dati e informazioni trasparenti.
La richiesta era chiara: conoscere lo stato del percorso, le criticità ancora presenti, gli interventi programmati e le prospettive future, mettendo a disposizione dei consiglieri la documentazione aggiornata e coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali e operativi interessati. E’ quindi difficile comprendere l’atteggiamento di chi oggi sembra voler trasformare questa vicenda in un terreno di contrapposizione politica.
L’esempio più evidente è Futuro Nazionale, i cui esponenti fino a poche settimane fa sedevano nei banchi della maggioranza e sostenevano l’amministrazione. Oggi, dopo il passaggio all’opposizione, li ritroviamo nei quartieri popolari a cavalcare il malcontento sulla stessa questione. Cambiare collocazione politica è legittimo. Quello che non può cambiare, a seconda della casacca, è il senso di responsabilità verso la città. Non si può sostenere un’amministrazione quando si è maggioranza e, appena si passa all’opposizione, presentarsi come se le questioni irrisolte fossero state scoperte soltanto oggi! Lo scriviamo con chiarezza, anche perché non è nostra intenzione difendere l’attuale amministrazione: il Consiglio comunale aperto serve proprio a fare chiarezza, verificare lo stato del percorso, evidenziare ciò che non è stato fatto, o non ha funzionato, e chiedere conto delle responsabilità. Ma le istituzioni si rispettano conoscendo le regole: i Consigli Comunali straordinari si chiedono depositando formalmente la richiesta con almeno cinque firme, e non si annunciano sui giornali senza avere i numeri per farlo. Ad oggi esiste una richiesta, una sola, depositata a firma del centrosinistra.
Scordovillo è una questione troppo importante per essere utilizzata come strumento di consenso! Ci sono problemi reali, che vanno affrontati, senza negarli e senza nasconderli. La legalità deve essere garantita, così come devono essere rispettate la dignità delle persone e la sicurezza della comunità. Ma proprio per questo servono serietà, trasparenza e responsabilità, non la ricerca dello scontro.
Il Consiglio comunale aperto deve essere il luogo nel quale mettere sul tavolo i fatti, ascoltare i soggetti coinvolti e informare la cittadinanza. Senza sconti per nessuno e senza amnesie politiche.
Fonte segreteria Pd Lamezia Terme




