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Abbazia di Sant’Eufemia, prima giornata di visite: da Excalibur a Durendal, dialogo tra miti

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Grande successo per la prima giornata di visite guidate all’Abbazia benedettina di Sant’Eufemia Vetere. Sono stati effettuati 4 turni di visita, con gruppi che si sono alternati tra le suggestive rovine al tramonto.

Il complesso, fatto edificare nel 1062 da Roberto il Guiscardo, sorge sui resti di un precedente monastero bizantino dedicato a Sant’Eufemia, a pochi passi dall’antica città di Terina, le cui fondamenta di alcune abitazioni sono state rinvenute al di là della strada, a circa 1 km in linea d’aria dall’Abbazia. Un luogo dove si intrecciano storie greche, romane, bizantine e normanne, di eroi, cavalieri e monaci.

Cuore della serata è stato il dialogo nato spontaneamente tra i visitatori. Un giovane ospite ha raccontato con entusiasmo il mito di Excalibur, la leggendaria spada di Re Artù, forgiata ad Avalon e donata dalla Dama del Lago.

A rispondere è stato il racconto di Durendal, la Durlindana, la spada di Orlando. Come chiarito durante la visita, Durendal non nasce in Calabria, ma la sua origine è ancora più antica e mitica. Secondo quanto narra Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso, la spada sarebbe appartenuta addirittura a Ettore di Troia, prima di giungere nelle mani di Orlando per opera del mago Malagigi. La Calabria entra nella sua leggenda nel momento della sua conquista. È la Chanson d’Aspremont (XII secolo) a raccontarlo: sui monti dell’Aspromonte, durante la guerra di Carlo Magno contro il re saraceno Agolante, il giovanissimo Orlando uccide il fiero Eaumont e conquista la sua invincibile spada. Sarà Carlo Magno stesso a donargli Durendal.

Da Ettore di Troia all’Aspromonte, fino a Roncisvalle dove Orlando tenterà invano di spezzarla sulla roccia: la storia di Durendal è un viaggio che unisce Oriente e Occidente, proprio come le pietre.

 

Fonte Segreteria Gedeone 

 

 

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