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Aeroporto di Lamezia, il PD: Il centrodestra lametino palesa tutto il suo affanno nella gestione Sacal

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“Leggiamo con perplessità la nota del consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia, Antonio Lorena. In un lungo esercizio di retorica, il consigliere si affanna a ricordarci che l’aeroporto di Lamezia Terme è il primo scalo della Calabria- dichiara in una nota la segreteria Pd Lamezia. “Una vera e propria “scoperta dell’acqua calda”, per la quale non serviva certo un comunicato stampa. Che Lamezia superi nettamente per numeri Reggio Calabria e Crotone è un dato noto anche alle pietre, ma il punto della questione politica è – del tutto – un altro.

Riteniamo paradossale che da una parte Lorena celebri la presunta “centralità” di Lamezia e, dall’altra, il Presidente della Regione Roberto Occhiuto (della sua stessa coalizione di centrodestra) dichiari apertamente, solo pochi giorni fa, che l’obiettivo prioritario sia fare di Reggio Calabria uno degli aeroporti più importanti del Mezzogiorno. Ci chiediamo: quanti dovrebbero essere questi aeroporti “più importanti”? E come si concilia tutto ciò con le suggestioni su nuovi scali a Scalea o nella Piana di Sibari in una regione che conta meno di 1 milione e 800mila abitanti?

Assistiamo da mesi a una spasmodica e ingiustificata attenzione politica sull’aeroporto dello Stretto. Un accanimento che non trova riscontro nei numeri reali né nelle prospettive concrete, specialmente alla luce della recente cancellazione di ben 7 rotte internazionali per la stagione invernale a Reggio e visti i bassi coefficienti di riempimento di diversi voli operati.

Lorena parla poi della “vocazione” degli aeroporti, ma ci piacerebbe capire a cosa si riferisca esattamente. Cos’è la “vocazione” di uno scalo? Davvero la vocazione di Reggio Calabria sarebbe quella di servire le Eolie o Taormina (che ha già l’aeroporto di Catania a due passi), come sostenuto dal Presidente Occhiuto?

Inoltre, il capogruppo di FdI cita il d.P.R. del 2015, ma dimentica di leggere la più recente proposta del Piano Nazionale Aeroporti (PNA) 2026-2035 elaborata dal Ministero dei Trasporti. Quel documento relega Lamezia a mero aeroporto di “interesse nazionale” (e non internazionale) proprio perché lo scalo è scivolato al di fuori della top 20 dei primi aeroporti italiani per traffico passeggeri. Un declassamento che si sarebbe evitato se la Regione avesse puntato su un forte accentramento dei voli su Lamezia.

Lorena dimentica totalmente di citare aspetti cruciali per il futuro di Lamezia:

  • L’accessibilità e la mobilità sostenibile. Le percentuali di passeggeri che raggiungono lo scalo lametino con i mezzi pubblici continuano a registrare dati irrisori su cui occorre intervenire concretamente.
  • Lo sviluppo della logistica. Non una parola viene spesa sulle reali prospettive di trasformare Lamezia in un vero e proprio hub cargo come proposto dal PNA 2026-2035.
  • Non ci convince nemmeno la favola secondo cui “una rete cresce se crescono tutti”. La frammentazione del traffico non aiuta Lamezia, anzi ne deprime il potere contrattuale. Un volume di passeggeri concentrato e nettamente più elevato permetterebbe alla società di gestione e al territorio di sedersi ai tavoli dei grandi vettori internazionali (Ryanair, EasyJet, Wizz Air) con una forza negoziale ben diversa, senza dover cedere a compromessi eccessivamente onerosi o rincorrere singole rotte. Del resto, a questi incontri, ci va Cannizzaro, non Lamezia Terme che è l’unico comune azionista in Sacal…

Siamo in un momento storico delicatissimo per il trasporto aereo, segnato dal caro carburante e dal ridimensionamento dei piani strategici delle compagnie low-cost. Gli aeroporti non possono vivere all’infinito solo di finanziamenti pubblici ma devono raggiungere una reale autonomia finanziaria. Un eventuale tracollo di passeggeri a Reggio Calabria (e il taglio delle 7 rotte ne è un campanello d’allarme) rischia di gravare sui bilanci complessivi di SACAL, con ripercussioni dirette e pericolose sulla tenuta economica dell’intero sistema e, quindi, anche di Lamezia.

Un consigliere comunale di Lamezia Terme ha il dovere primario di difendere a spada tratta gli interessi strategici della propria città e della sua infrastruttura più importante. Lamezia necessita di una visione industriale seria che tuteli il ruolo guida del nostro aeroporto senza svenderlo alle logiche di bottega elettorale”.

 

Fonte Mariano Belmonte- Segreteria Pd 

 

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