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L’Anguria della pace: “con entusiasmo e creatività si possono fare miracoli”

Battista Muraca

Quando ho letto su Fresh Plaza l’articolo di Maria Luigia Brusco dal titolo “Un progetto di pace, salute e corretta alimentazione“, mi sono chiesto: è possibile che un’anguria sia in grado di diventare metafora educativa della convivenza civile? Poi, entrando nel merito della storia di Battista Muraca (lo sceriffo), mi sono convinto che l’entusiasmo e la creatività i miracoli li possono fare.

E le ragioni risiedono in due aspetti che l’anguria propone: la sua dimensione che invita alla divisione e alla condivisione che non sono atti antitetici ma complementari, come l’atto dello spezzare il pane e del nutrirsi del Corpo di Cristo; il valore nutritivo e idratante che esalta il lavoro dei contadini che, con costanza e pazienza, se ne prendono cura. Il riconoscimento del lavoro dello sceriffo di Lamezia Terme, infatti, si inscrive nel solco di un amore per l’ortofrutta nato con il padre Pasquale e tramandato a Battista insieme ad uno stile comunicativo ricco di umore creativo.

E proprio da questo, io penso, si debba partire per indirizzare, a chi ha la responsabilità di prendersi cura del mondo e non lo fa, un chiaro monito: che l’anguria della Pace sia una lezione piena di vergogna per tutti coloro che hanno la forza e non la ragione.

 

Fonte Fiore Isabella, già Consigliere comunale

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