L’allarme da Lamezia: Senza personale e senza medici sono solo scatole vuote. Intanto le liste d’attesa esplodono_ Se Occhiuto non è d’accordo venga a confrontarsi. Le *Case di Comunità* dovevano essere la rivoluzione della sanità territoriale. Il PNRR le ha finanziate, la Regione le ha annunciate. Anche a Lamezia. Peccato che manchi il dettaglio più importante: chi ci lavora dentro.
Oggi in Calabria, e a Lamezia in particolare, viviamo un paradosso. Da un lato inauguriamo nuove strutture. Dall’altro non riusciamo a coprire i turni al PS, negli ambulatori e nei reparti. Carenza di medici. Carenza di infermieri. Liste d’attesa bibliche per una visita, per un esame, per un controllo. Questa è la sanità ordinaria. Quella di tutti i giorni. E già questa è al collasso.
Allora la domanda è semplice e scomoda: Come si pensa di far funzionare le Case di Comunità se non si riesce a far funzionare l’ospedale?
Chi visiterà i pazienti cronici? Chi farà la prevenzione? Chi gestirà le cronicità H24 se non abbiamo personale neanche per l’urgenza?
Il rischio è enorme: ritrovarci con altre “cattedrali nel deserto”. Strutture nuove, belle, costate milioni… e porte chiuse per mancanza di personale.
È una grande delusione. Prima di inaugurare nuove strutture serviva un piano serio di assunzioni. Servivano medici, infermieri, specialisti.
Altrimenti è solo propaganda. Intanto il cittadino continua ad aspettare mesi per una visita e va al Pronto Soccorso per farsi visitare dal medico di base”. La sanità non si fa con i nastri di inaugurazione. Si fa con le persone. E oggi quelle persone mancano.
Fonte Giuseppe Gigliotti, presidente Ass Malati Cronici del Lametino




