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Don Adamo: l’uomo più importante che Conflenti abbia mai avuto

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Riceviamo da Giovanni Paola, stimato professionista calabrese, dottore, ex sindaco di Conflenti una nota in merito ad un articolo (lettera aperta) pubblicata in esclusiva dalla nostra testata in cui un nostro lettore poneva alcune domande sugli avvicendamenti nelle varie parrocchie della Diocesi lametina.

 

 

“Oggi, che per me sembrava una solita giornata routinaria, si è improvvisamente trasformata quando la mia attenzione è stata attratta da un articolo, pubblicato su una rivista online, riguardante lo svolgimento di alcune dinamiche di normali avvicendamenti di preti in ambito diocesano.
A sorprendere totalmente è l’avere letto, nel medesimo articolo, che il responsabile di tutte queste manovre, sarebbe stato Don Adamo Castagnaro.

 

 

La lettura di questo pezzo mi ha ingenerato un sentimento di profondo sconforto e malessere. Nel contempo però ha stimolato il mio intimo a produrmi in alcune riflessioni sulla figura di Don Adamo e su tutto quello che in tantissimi anni ha fatto per Conflenti e per la sua gente.

 

 

Don Adamo ha avuto sempre un’indole molto umile, autenticamente vicino ai deboli e comunque disponibile nei confronti di chiunque. Lo abbiamo visto sempre in prima fila ogni qualvolta c’era la sofferenza, la difficoltà e la fragilità. Tutti abbiamo bussato, giorno e notte, alla sua porta, ricevendone sempre accoglienza e sorrisi.
Qualsiasi bisogno uno avesse, c’era sempre la concreta soluzione “Don Adamo”.
Tale comportamento, sempre aperto, lo ha fatto amare da tutti.

 

È stato capace di creare grandi eventi per Conflenti, anche internazionali (Premio della Riconciliazione) e la sua notorietà si è rapidamente diffusa. Chi lo ha conosciuto, automaticamente lo ha amato.
La sua personalità è stata sempre molto forte e questo gli ha consentito di mantenere sempre un equilibrio molto stabile, in tutte le situazioni. Anche quelle emotivamente più difficili.

 

Ricordo che alla morte della sua anziana madre, avvenuta in concomitanza con la “Festa della Madonna”, lui si prodigava tra la gestione difficile della festa a Conflenti, ma anche assicurare la sua presenza a San Mango, vicino al feretro dell’amata mamma.

 

Un’altra straordinaria testimonianza di quanto Don Adamo fosse amato nel mondo, l’ho avuta nel 1996 quando ci fu una memorabile telefonata tra Don Adamo e gli emigrati Conflentesi dell’Argentina, riuniti per la circostanza di rendere onore al Primo Cittadino di Conflenti. Ed ero proprio io ad essere lì, in qualità di Sindaco , per la prima volta a far visita ai Conflentesi residenti in America Latina (insieme a Salvatore Buonocore). Mi rimase impresso il grandissimo attaccamento che quella popolazione nutriva per Don Adamo. Una telefonata intensissima che suscitò molta emozione e pianti a dirotto.

 

Insomma, Don Adamo per Conflenti è stato tanto ed è tutto. È quello che ha fatto edificare la gigantesta Croce in località Querciuola; ha dato origine alla Festa degli Emigranti, l’organizzatore delle Maratone da Roma a Conflenti, ma è anche quello che ha istituzionalizzato la Festa Religiosa dell’Incoronazione. È anche colui il quale andò ad interloquire in Aspromonte con la mamma di Cesare Caselli, o a Bovalino in occasione del rapimento (e poi l’uccisione) di Lollo Cartisano, sfidando la mafia.

 

Ma tantissime altre cose. Insomma per Conflenti è la figura più importante che il paese abbia mai avuto, certamente più rilevante dei vari Sindaci che si sono negli anni avvicendati (considerando me, per primo, che ho amministrato per un totale di 13 anni).

 

La nostra popolazione ha legato fortissimamente con Don Adamo e non possiamo consentire che qualche sparuto ed isolato dissenso possa mettere in in discussione quello che è stato l’uomo più importante che Conflenti abbia mai avuto e che in futuro assurgerà al ruolo di mito incontrastato.”

 

Giovanni Paola

 

 

 

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