“Nella giornata di martedì ho incontrato nella sala consiliare un gruppo di residenti che alloggiano da anni nelle case ATERP all’interno del territorio comunale di Maida. Questi cittadini hanno voluto informazioni sul progetto dello “sgombero Scordovillo”, ottenere delucidazioni e rassicurazioni visto che hanno appreso dai giornali che l’operazione li riguarderà da vicino. Hanno colto l’occasione per ricordare l’incredibile stato di abbandono in cui versano gli edifici dove abitano, di proprietà Aterp, in termini di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ho ribadito l’amara verità: nessun comune e nessun sindaco è stato ad oggi informato sulle modalità, tempi e criteri legati a questa vicenda. Ci siamo aggiornati con questi cittadini per un nuovo incontro che si terrà la prossima settimana”- parole affidate ai social dal sindaco di Maida, Salvatore Paone che prosegue “Inoltre, ho detto loro che nonostante ben cinque sindaci del comprensorio abbiamo da tempo chiesto un incontro ufficiale alla cosiddetta “cabina di regia”, ad oggi non vi è stata alcuna risposta. La nota di richiesta di incontro da parte dei sindaci è stata indirizzata ai registi di questa operazione, tutti silenti, convinti evidentemente di raggiungere l’obiettivo seguendo la strada dell’imposizione dall’alto piuttosto che quella del dialogo istituzionale”.
Per Paone si tratta di “Un silenzio vergognoso, una vera e propria mancanza di rispetto per i territori e i cittadini residenti nei nostri comuni, al quale si è aggiunta la perla del consiglio regionale di qualche giorno fa che con un provvedimento omnibus rende di fatto nulle le graduatorie comunali locali di assegnazione delle case Aterp. Questo significa che chi ha fatto domanda per ottenere una casa popolare nel proprio comune, deve prima dare la precedenza a persone finora residenti fuori dai confini comunali! Continueremo a non demordere e metteremo in campo tutte le forme di protesta civile per bloccare un metodo che non può in alcun modo essere accettato. In questi giorni sentirò anche le opposizioni locali e porterò l’informativa in consiglio comunale per ascoltare tutte le forze politiche e capire se ci sono margini per un’azione condivisa, unitamente agli altri comuni”.
“Un’amara riflessione finale la rivolgo a tutti i colleghi sindaci calabresi- aggiunge Paone. I cinque sindaci ci sentiamo isolati ed è una brutta sensazione; confidiamo nella solidarietà degli altri colleghi, dei consiglieri regionali, dei parlamentari, delle forza politiche e dell’ANCI. Non è possibile che ben cinque sindaci vengano ignorati in questo modo dalle istituzioni superiori che invece dovrebbero garantire tutti, in egual misura, attraverso normali regole democratiche, trovando insieme una soluzione. Almeno d’ora in avanti potrà finire la retorica che i sindaci sono una colonna importante delle istituzioni statali, la cerniera tra cittadini e il resto delle istituzioni: questa vicenda dimostra palesemente che non è così, per precisa colpa di chi dovrebbe tutelarli e dialogare con loro e non invece prenderli letteralmente a pesci in faccia. Con amarezza dico che aldilà del merito della vicenda in sé, è questo che fa più male”.
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